Notizie Notizie Mondo Apple e non solo: le azioni più vulnerabili a guerra commerciale Usa-Cina

Apple e non solo: le azioni più vulnerabili a guerra commerciale Usa-Cina

21 Giugno 2018 15:56

Le azioni più vulnerabili al rischio di una guerra commerciale vera e propria? Intervistato da Marketwatch Michael O’ Rourke di Jones Trading fa riferimento a una tabella stilata da Bloomberg, che individua alcune azioni di società scambiate a Wall Street e il relativo fatturato che incassano facendo business in Cina.

Viene messa in evidenza anche l’incidenza della Cina sul fatturato totale, in termini percentuali.

Al primo posto, in termini di valore di fatturato, appare Apple; seguono altri nomi ben noti nel mondo della finanza, come Intel, Qualcomm, Boeing, Micron Technology, Broadcom, Texas Instruments. Più in fondo alla classifica compaiono Applied Materials, Tesla e Nvidia.

La tabella comprende alcune società quotate sull’indice Russell 3000, caratterizzate da un fatturato conseguito in Cina superiore a $1 miliardo.

O’ Rourke scrive che “vale la pena osservare se queste azioni inizieranno a scontare gli sviluppi” inerenti lo scoppio della guerra commerciale che, come emerso nella giornata di oggi, ha fatto già una vittima illustre in Europa: Daimler, costretta a lanciare un profit warning a causa delle politiche commerciali di Usa e Cina sempre più improntate al protezionismo.

Tra l’altro, da un sondaggio trimestrale stilato da CNBC, emerge che quasi il 65% dei direttori finanziari del Nord America ritiene che la politica commerciale degli Stati Uniti di Donald Trump avrà probabilmente un impatto negativo sulle loro aziende, nel corso dei prossimi sei mesi; il 20% definisce l’impatto stimato “molto negativo”. Questo, a fronte del 66% dei direttori finanziari delle aziende della regione dell’Asia-Pacifico, che prevedono anch’essi conseguenze negative sulle loro società.

A rendere il quadro meno drammatico è la convinzione, da parte del 60% dei CFO nord americani, che le aziende continueranno comunque a beneficiare degli effetti positivi della riforma fiscale di Trump.

Dal sondaggio Cnbc Global CFO Council risulta anche che il 35% degli interpellati dei direttori finanziari crede che le politiche commerciali Usa siano il rischio esterno maggiore che le loro società corrono; questo, rispetto al 27% del primo trimestre e pari al triplo dell’11,6% indicato nel sondaggio del quarto trimestre del 2017.