Anthropic lancia nuovi tool per il settore legale. Giù i titoli legati ai software
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L’ultimo lancio di Anthropic ha scosso i mercati: un nuovo strumento di automazione AI che minaccia di cambiare le regole del gioco, sfidando i giganti del software tradizionale. L’annuncio sul sito della società ha scatenato un vero e proprio terremoto sui mercati finanziari, con un crollo di 285 miliardi di dollari nelle azioni dei settori software, servizi finanziari e gestione patrimoniale, mentre gli investitori, spaventati, si sono affrettati a svendere anche i titoli con la più minima esposizione.
Si riaccendono i timori per il comparto tech
Sul proprio sito web di plugin, Anthropic ha introdotto uno strumento legale che promette di automatizzare attività come la revisione dei contratti e la redazione di briefing legali. Sebbene il sito affermi che “tutti i risultati dovrebbero essere esaminati da avvocati autorizzati”, il lancio di questa tecnologia ha sollevato preoccupazioni nel settore. Secondo gli analisti di Morgan Stanley, tra cui Toni Kaplan, l’introduzione di queste nuove capacità per il prodotto Cowork di Anthropic nel campo legale potrebbe intensificare la concorrenza nel settore. In una nota su Thomson Reuters, fornitore di dati e informazioni legali, gli analisti hanno avvertito che questa evoluzione rappresenta un segno di crescente competizione, con possibili implicazioni negative per le aziende del settore.
Le conseguenze non hanno tardato a manifestarsi e la reazione drastica dei mercati ha comportato un ingente sell off sul comparto tech. I titoli software sono stati drasticamente colpiti ieri sera, dopo l’annuncio dei nuovi plug-in per Claude Cowork di Anthropic. Il timore di Wall Street riguardo a un possibile nuovo sconvolgimento nell’ambito dell’intelligenza artificiale, capace di destabilizzare ulteriormente le società software, ha travolto anche i mercati asiatici: i titoli tecnologici locali hanno infatti seguito i ribassi registrati dai concorrenti statunitensi. La notizia ha innescato un crollo da 285 miliardi di dollari nelle azioni dei settori software, servizi finanziari e gestione patrimoniale, mentre gli investitori, temendo il peggio, si sono affrettati a svendere titoli anche con la più minima esposizione.
La reazione dei mercati globali
Un paniere di azioni software statunitensi di Goldman Sachs ha registrato una discesa del 6%, segnando il calo più significativo dal crollo legato ai dazi di aprile, mentre un indice delle società di servizi finanziari ha perso quasi il 7%. L’indice Nasdaq 100 ha subito una flessione fino al 2,4%, per poi recuperare parzialmente e fermarsi a -1,6%. La vendita è partita prima dell’apertura dei mercati statunitensi, con i trader che hanno individuato nella pubblicazione sul sito di Anthropic, la causa scatenante delle perdite significative delle azioni di Experian Plc, società di servizi di credito e marketing, RELX PLC, produttore di software aziendali e legali, e London Stock Exchange Group Plc.
Anche le azioni delle società software asiatiche hanno subito dei ribassi, con le aziende indiane di tecnologia dell’informazione che hanno registrato le perdite più consistenti. Tata Consultancy Services Ltd., uno dei principali colossi del settore, ha visto il suo valore scendere fino al 6%, mentre Infosys Ltd. ha perso il 7,1%. Xero Ltd., produttore di software contabile basato su cloud, ha subito una flessione ancora più marcata, con una perdita del 16% nelle contrattazioni di Sydney, il calo più rilevante dal 2013.