Notizie Notizie Italia Anche l’Italia nella morsa dell’incertezza globale (in aumento). La nota dell’Istat

Anche l’Italia nella morsa dell’incertezza globale (in aumento). La nota dell’Istat

10 Luglio 2025 11:58

L’instabilità dello scenario globale continua a pesare sull’economia. Agli annunci sulla politica commerciale degli Stati Uniti — ormai diventati frequenti e imprevedibili — si affianca una nuova escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Un mix che aumenta la volatilità sui mercati e rende ancora più difficile formulare previsioni affidabili. Anche per l’Italia. Questo lo scenario che disegna l’Istat nella sua ultima Nota sull’andamento dell’economia italiana.

Crescita mondiale a rilento, Europa in difficoltà

Sebbene si notino timidi segnali di ripresa, la domanda globale, sottolinea l’Istat, resta debole. A maggio e giugno le prospettive di crescita sono ancora negative. L’attività economica è tutt’altro che uniforme: la Cina mostra una moderata espansione, mentre negli Stati Uniti si osserva una contrazione. Anche l’area euro non brilla, con la produzione industriale in calo e segnali poco incoraggianti da parte del settore manifatturiero.

Industria italiana in calo, ma il trimestre si salva

Anche in Italia il comparto industriale soffre. A maggio, la produzione industriale destagionalizzata ha registrato una flessione dello 0,7% rispetto al mese precedente. Un dato negativo, che tuttavia non compromette del tutto il quadro: nella media del trimestre marzo-maggio, infatti, l’indice risulta in crescita dello 0,6%.

Sul fronte della fiducia, i segnali sono contrastanti. Le imprese mostrano ottimismo per il secondo mese consecutivo, sintomo di una visione più favorevole sul futuro. Al contrario, la fiducia dei consumatori torna a scendere dopo il rimbalzo di maggio, con un calo che coinvolge tutte le componenti dell’indice. Una dinamica che suggerisce una maggiore prudenza da parte delle famiglie.

L’Istat conferma la crescita del Pil nel primo trimestre; +0,3% in termini congiunturali. A questa dinamica, si legge nella nota, ha contribuito positivamente sia la domanda nazionale al netto delle scorte sia, in misura più contenuta, quella estera, mentre la variazione delle scorte ha fornito un contributo negativo. La variazione acquisita
per il 2025 è pari a 0,5%.

Commercio estero in crescita verso UE ed Extra UE

Nonostante il contesto complesso, i dati sul commercio estero offrono uno spiraglio positivo. Nei primi quattro mesi del 2025, sia le esportazioni che le importazioni italiane sono aumentate su base annua verso i principali mercati, sia europei che extra-europei. Un risultato che mostra una buona tenuta della competitività delle imprese italiane all’estero.

Il mercato del lavoro continua a dare segnali incoraggianti. A maggio, il numero di occupati è cresciuto dello 0,3% rispetto ad aprile. L’aumento riguarda sia i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato sia gli autonomi, mentre si registra un calo tra i lavoratori a termine. Un dato che suggerisce una certa solidità del mercato, nonostante le sfide esterne.

Consumi e risparmio in salita

Nel primo trimestre dell’anno si rileva una crescita della spesa delle famiglie per consumi finali, favorita da un incremento del reddito disponibile lordo. Parallelamente, aumenta anche la propensione al risparmio, che guadagna 0,6 punti percentuali. Le famiglie italiane, quindi, spendono un po’ di più, ma restano prudenti e mettono da parte risorse in vista di possibili incertezze.

A giugno, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è aumentato dello 0,7% su base annua, un dato stabile rispetto a maggio e più contenuto rispetto alla media dell’eurozona. Tuttavia, l’inflazione sui beni di uso quotidiano — alimentari e cura della persona — ha accelerato: il cosiddetto “carrello della spesa” è salito del 3,1%, rispetto al 2,7% del mese precedente. Un segnale che tocca direttamente le famiglie italiane, soprattutto quelle a reddito fisso.