Notizie Alcoa-Alcan, verso il numero uno al mondo dell’alluminio

Alcoa-Alcan, verso il numero uno al mondo dell’alluminio

Il comparto dell’alluminio è in fermento. Non sono solo i prezzi della materia prima a correre, con un rialzo ben oltre i 50 punti percentuali negli ultimi tre anni. Anche le imprese impegnate nella produzione della commodity hanno avviato una corsa al consolidamento in un settore dove le dimensioni contano forse più che altrove.


Il gigante americano Alcoa ha annunciato ieri di aver avanzato un’offerta da 73,25 dollari per azione in contanti e titoli sulla canadese Alcoa, con un premio del 32% sulla media dei prezzi di chiusura degli ultimi trenta giorni di Borsa, per un valore complessivo di 33 miliardi di dollari comprensivi di 6 miliardi di indebitamento. La proposta prevede 58,6 dollari per azione in contanti più 0,4108 azioni Alcoa per ogni azione Alcan e ha scadenza 10 luglio.
La risposta di Alcan è stata per il momento l’indicazione degli azionisti di attendere l’esame della proposta da parte del board della compagnia.


Se l’accordo dovesse andare in porto nascrebbe il numero uno dell’acciaio mondiale, con una capacità produttiva annua superiore ai 21,5 milioni di tonnellate di allumina, materiale da cui si ricava l’alluminio, e 7,8 tonnellate metriche di alluminio, poco meno del doppio rispetto ai rivali russi di Rusal gigante nato a sua volta dalla fusione di tre società preesistenti e un fatturato intorno ai 54 miliardi di dollari. Eventuali problemi nascenti dalla normativa antitrust verrebbero risolti, ha dichiarato il numero uno di Alcan Alain Belda “lavorando attivamente con i regolatori e attraverso disinvestimenti mirati”.


Il mercato ha accolto positivamente la notizia premiando i titoli di entrambi i gruppi. Alcoa è salita dell’8,3% a 38,63 dollari per azione mentre Alcan ha chiuso le contrattazioni con un balzo di circa 34 punti percentuali a 82,11 dollari ossia sopra il prezzo di offerta di Alcan. Un’indicazione, secondo gli analisti di mercato che altri possibili interessati alla compagnia canadese, tra i quali la stessa Rusal, potrebbero farsi avanti prossimamente. La mossa di Alcan appare infatti aver anticipato i concorrenti ma soprattutto potrebbe evitare alla stessa compagnia guidata da Alain Belda di diventare una preda nel gioco del risiko delle materie prime. “E’ meglio essere più grandi” ha commentato ieri il numero uno della compagnia americana in una conferenza tenutasi a Montreal.
 Non si tratta tuttavia di un colpo a sorpresa visto che nei passati due anni sono stati numerosi e ripetuti i tentativi di arrivare a un accordo per una fusione e che le speculazioni sul destino delle due imprese avevano portato le azioni in Borsa a salire, da inizio anno, del 15% Alcan e dell’8% circa Alcoa, esclusa naturalmente l’impennata dell’ultima seduta.