AI: Anthropic si prepara a sbarcare in Borsa, IPO potrebbe essere una delle maggiori di sempre
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Anthropic, l’azienda dietro al chatbot Claude, al momento tra i leader nell’intelligenza artificiale, si starebbe preparando ad una quotazione in borsa già il prossimo anno, secondo fonti del Financial Times, in quella che potrebbe essere un’offerta pubblica iniziale tra le più ricche di sempre.
Le mosse della società negli ultimi tempi puntano tutte verso Wall Street
Tra i fatti certi è che Anthropic abbia ingaggiato lo studio legale Wilson Sonsini Goodrich & Rosati, specializzato in IPO di altissimo profilo, avendo già curato in passato quelle di Google, LinkedIn e Lyft, tra le altre.
Inoltre la società guidata da Dario Amodei avrebbe discusso dell’ipotesi con alcune tra le maggiori banche d’affari di Wall Street.
Parallelamente a questo l’azienda sta anche cercando un nuovo round di finanziamento privato che potrebbe far salire la sua valutazione a oltre 300 miliardi di dollari. Tra i potenziali finanziatori, sempre secondo il Financial Times, ci sarebbero Microsoft e Nvidia, con un contributo complessivo di 15 miliardi di dollari.
Tuttavia, un portavoce di Anthropic ha detto che “é una prassi abbastanza standard per le società che operano al nostro livello di dimensioni e di fatturato quella di comportarsi come se fossero quotate”, e aggiunto che nessuna decisione definitiva è stata presa, né sulle tempistiche né sul fatto stesso di quotarsi in borsa.
Progetto IPO accelererebbe la “corsa” a quotarsi con la rivale OpenAI
Se il progetto di IPO venisse tuttavia confermato, questo innescherebbe implicitamente una corsa a quotarsi con la rivale OpenAI, l’azienda dietro ChatGPT, che starebbe anch’essa contemplando lo sbarco a Wall Street. Recentemente, la società guidata da Sam Altman, si sarebbe mossa in modi simil ad Anthropic per preparare il terreno allo sbarco in borsa. La quotazione iniziale, è stato ipotizzato, potrebbe raggiungere i 1000 miliardi di dollari.
La questione non è se queste aziende decideranno di quotarsi ma quando. Un’IPO di questo genere sarebbe anche un test decisivo per verificare lo stato del mercato dall’AI, in piena bolla secondo molti osservatori.
Le ambizioni di Anthropic: costruzioni di data center in Usa e “break even” entro 2028
Il Financial Times ha notato anche altri cambiamenti all’interno di Anthropic in tempi recenti che puntano verso la quotazione in borsa. Per esempio l’assunzione di Krishna Rao da Airbnb, che nel 2020 aveva giocato un ruolo chiave nello sbarco a Wall Street dell’azienda di affitti brevi.
Per competere con OpenAI Anthropic sta investendo aggressivamente: di recente ha annunciato un piano di infrastrutture da 50 miliardi di dollari per costruire data center in Texas e New York, e di voler triplicare la sua forza lavoro internazionale.
Proprio l’investimento in data center segnala le ambizioni di Anthropic e il suo posizionamento aggressivo nel consolidarsi nell’infrastruttura fisica dell’intelligenza artificiale. Le strutture , che saranno sviluppate in partnership con Fluidstack, in particolare avranno la finalità di supportare sia la ricerca che i clienti aziendali, in rapidissima crescita.
Le prime location dovrebbero aprire nel 2026 e il progetto dovrebbe generare circa 800 posti di lavoro e altri 2000 posizioni nell’edilizia.
Il punto forte di Anthropic sono proprio i clienti “business”, attualmente circa 300.000, secondo quanto riportato da Cnbc, e alla base della maggior parte del suo fatturato.
I profili che generano oltre 100.000 dollari annuali per Anthropic sono aumentati di sette volte nell’ultimo anno e, secondo proiezioni interne ottenute del Wall Street Journal la società prevede il “break even” entro il 2028, molto prima di OpenAI, che per quell’anno stime una perdita operativa di 74 miliardi di dollari.
Sempre secondo le fonti del Financial Times, gli investitori di Anthropic sarebbero entusiasti di una potenziale IPO, che dimostrerebbe un approccio assertivo e di “presa di iniziativa” nei confronti di OpenAI.