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Abbonamenti palestra, il calcolo del rimborso medio per 76 giorni di chiusura

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Ammonta a 1,9 miliardi di euro l’ammontare complessivo dei rimborsi che le palestre dovranno elargire ai loro utenti in caso di riapertura il prossimo 25 maggio. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato i calcoli relativi agli indennizzi spettanti ai cittadini in virtù della chiusura degli impianti a causa dell’emergenza coronavirus.

L’attività di palestre, piscine e centri sportivi di tutta Italia è stata sospesa per effetto del Dpcm del Governo firmato dal Premier Conte lo scorso 9 marzo. Un totale di 76 giorni complessivi di chiusura degli impianti, e il diritto degli utenti al rimborso parziale degli abbonamenti.

Considerato che in Italia il costo medio di un abbonamento annuale in palestra è pari a 450 euro, ogni singolo iscritto ha diritto in media a 94 euro di rimborso, per un valore complessivo di 1,88 miliardi di euro, dal momento che sono circa 20 milioni gli italiani che frequentano le palestre.

“Molte strutture hanno deciso di indennizzare i propri iscritti allungando il periodo di validità degli abbonamenti, altre hanno offerto corsi e lezioni via web; tutte opzioni facoltative che possono essere scelte dal consumatore come forma di indennizzo, ma che non escludono la possibilità degli utenti di chiedere e ottenere rimborsi in denaro qualora non intendano avvalersi di tali offerte – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Ovviamente pensiamo anche ai gestori delle strutture, pesantemente danneggiati dall’emergenza Covid, i quali devono essere sostenuti e aiutati dal Governo attraverso misure specifiche e agevolazioni fiscali, per non andare incontro al fallimento”. Il Codacons offre assistenza ai cittadini che intendano chiedere un rimborso per i giorni di chiusura delle palestre, sia attraverso un modulo di diffida scaricabile sul sito dell’associazione, sia attraverso un servizio telefonico dove i legali dell’associazione forniranno informazioni e consulenze, anche ai gestori degli impianti (tel. 89349966)