Piazza Affari ritraccia con spread che torna a salire, focus su Apple e Telecom Italia

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Le Borse europee partono in ribasso con il persistere delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Trump ha infatti sferrato nuovi attacchi contro Pechino. “La Cina vuole concludere un accordo commerciale in modo molto negativo, ma noi non faremo nessun accordo, a meno che non si tratti di un grande accordo”, ha detto il presidente americano. Trump dovrebbe incontrare il presidente cinese Xi Jinping in occasione del meeting del G20 a Osaka, in Giappone, in calendario alla fine del mese.

L’attenzione degli investitori è catturata oggi anche dalle indicazioni macro, in particolar modo dal dato sull’inflazione statunitense attesa in decelerazione. Un dato che finirà sul tavolo della Fed che si riunirà la settimana prossima per parlare di politica monetaria.

Ftse Mib: torna sotto i 20.500 punti

Apertura in territorio negativo per il Ftse Mib che segna un ribasso dello 0,6% tornando sotto i 20.500 punti, dopo aver chiuso la seduta di ieri con un +0,6%. Intanto lo spread viaggia in allargamento a 263 pb complice l’annuncio dell’emissione di un nuovo nuovo Btp 2040 e anche le tensioni con l’Ue dopo le parole di ieri di Juncker che ha avvertito l’Italia.

Il quadro grafico dell’indice italiano è in miglioramento che continua a stazionare intorno al ritracciamento di Fibonacci del 38,2% a 20.471 punti di tutto l’uptrend avviato a dicembre 2018. Con il break con volatilità di tale livello, il Ftse Mib ha tutte le carte in regola per spingersi fino a 20.700 e 21.000 punti. Al ribasso invece, fondamentale sarà la tenuta della fascia di prezzo compresa tra 20.236 punti e la media mobile 200 periodi. La rottura di tale area darebbe un segnale di debolezza con ribassi verso 20.000 e 19.500 punti.

 

Apple: prende di  mira i 200 dollari

Ieri il titolo Apple ha chiuso in rialzo dell’1,6% a 194,8 dollari, portando a quota sei le sedute consecutive terminate con il segno più. Dopo la rottura del canale rialzista di medio periodo, ottenuto congiungendo i minimi del 3 gennaio e 8 marzo 2019 con i massimi del 6 febbraio e 22 marzo 2019, il colosso Usa ha iniziato una fase correttiva fino a toccare lo scorso 3 giugno il minimo relativo a 170,27 dollari. I corsi hanno poi intrapreso un trend rialzista facendo recuperare al titolo circa 15% e superando sia il 50% che il 38,2% di Fibonacci di tutto l’uptrend avviato a gennaio 2019.

In tale scenario, il break al rialzo della resistenza collocata a 200 dollari potrebbe aprire la strada a una graduale risalita verso area 215 dollari. Siamo ancora però ben lontano dai massimi assoluti a 233,47 dollari toccati ad ottobre 2018. Per un primo segnale ribassista, invece, bisognerà attendere la rottura dei 185 dollari, con possibili discese verso 178 e 170 dollari. Quest’ultimo livello coincide con il 61,8% di Fibonacci che, se infranto, darebbe un segnale molto negativo e compromettere il quadro grafico.

 

Telecom Italia: tenta di staccarsi dai minimi storici

Telecom Italia avvia gli scambi in positivo dello 0,2% a 0,47 euro, reduce di 3 sedute consecutive in rialzo. Il quadro grafico della maggiore tlc italiana è ancora debole, ma sembra dare segnali di miglioramento. Lo scorso 5 aprile il titolo ha rotto la trend line rialzista di medio periodo descritta dai minimi di gennaio e marzo 2019 per poi scendere fino a toccare un nuovo minimo storico in chiusura a 0,4383 euro il 3 giugno.

Ora i corsi stanno cercando di rimbalzare ma si trovano a confrontarsi con una resistenza importante in area 0,477 euro. In caso di break di tale livello, possibile graduale recupero con target 0,50 euro e poi 0,51 euro, area importante di resistenza data la presenza della media mobile 200 periodi. Si consiglia cautela per un approccio long perché solo con un ritorno sopra 0,60 euro si avrebbe un deciso miglioramento del quadro grafico. Al ribasso invece sarà importante la tenuta degli 0,45 euro per evitare ricadute verso i minimi storici a 0,433 euro.


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