Piazza affari: partenza fiacca del Ftse Mib in attesa meeting Fed, focus su Banco Bpm e Intesa Sanpaolo

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Partenza poco mossa per Piazza Affari e le borse europee, con gli operatori in attesa delle importanti riunioni delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve. Oggi il Fomc, il braccio operativo della banca centrale americana, inizierà il meeting che si concluderà domani con l’annuncio di politica monetaria a cui seguirà la conferenza stampa del governatore Jerome Powell.

Rimane in primo piano anche la guerra commerciale Usa-Cina. Cnbc riporta che centinaia di aziende si stanno preparando a inviare un altro messaggio al presidente americano Donald Trump, nella speranza di convincerlo a desistere dall’imporre ulteriori dazi contro la Cina.

Ftse Mib: cerca di superare i 20.500 punti

Il Ftse Mib inizia la seconda seduta della settimana in calo dello 0,2% tornando sotto i 20.600 punti, dopo la performance sostanzialmente piatta di lunedì. In Italia i riflettori sono puntati sulla questione del debito. Si attende infatti di capire nei prossimi giorni la linea che il governo intende avere con la Commissione europea per evitare che scatti una procedura di infrazione per debito eccessivo ma senza dover fare una manovra correttiva. In vista del consiglio Ue di giovedì e venerdì, il premier Giuseppe Conte dovrebbe incontrare tra oggi e domani i vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio, per concordare la linea da tenere a Bruxelles.

Tornando al grafico, l’indice italiano cerca di superare con poca convinzione area 20.500 punti, dove passa anche il 38,2% di Fibonacci di tutto l’up trend avviato a dicembre 2018. Il Ftse Mib sembra poter raggiungere i 21.000 punti e proprio questo sarà un primo livello chiave. Il break in chiusura con volatilità e volumi dei 21.000 punti dovrebbe permettere al listino di tornare verso 22.000 punti. Al ribasso invece la rottura di 20.236 punti e della media mobile 200 periodi aprirebbe target a 20.000 e 19.700 punti. Ricordiamo però che l’area di supporto fondamentale rimane quella compresa tra i 19.495 punti (61,8% di Fibonacci) e 19.277 punti. La rottura di tale livello sarebbe un segnale molto negativo e aprirebbe, potenzialmente, verso i minimi a 18.000 punti.

Banco Bpm: alla prese con una resistenza dinamica

Banco Bpm avvia la seduta in ribasso dello 0,7% a 1,65 euro, dopo aver chiuso ieri con un guadagno di mezzo punto percentuale. Dopo la rottura della trend line rialzista di medio periodo costruita sui minimi di ottobre 2018 e febbraio 2019, il titolo è sceso fino a testare il supporto importante in area 1,6 euro per poi tentare un debole rimbalzo. Ora i corsi cercano di recuperare almeno la ex trend line ascendente che rappresenterebbe un primo segnale di recupero per l’istituto di credito. In tale scenario, il superamento di 1,72 euro aprirebbe la strada verso i successivi target a 1,9 euro (rappresentato dalla media mobile 200 periodi) e 2 euro. Al ribasso, invece, sarà importante la tenuta del supporto collocato a 1,6 euro per evitare ricadute verso i minimi in area 1,5 euro.

 

Intesa Sanpaolo: al test del supporto a 1,8 euro

Intesa Sanpaolo apre in calo dello 0,7% a 1,82 euro, dopo aver ceduto ieri il -0,4%. Dopo il forte gap down dovuto allo stacco cedola relativa all’esercizio 2018, il titolo ha proseguito la discesa fino a toccare il minimo relativo a 1,8 euro. Intesa ha poi tentato di riprendersi cercando di rompere la resistenza statica collocata a 1,88 euro senza però riuscirci. RSI in ipervenduto sottolinea che i venditori sono ancora forti. In tale contesto, solo con il superamento di 1,88 euro si avrebbe un primo segnale rialzista con target 2 e 2,11 euro. In caso di debolezza con break di 1,8 euro, probabile discesa verso area 1,7 euro.

 


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