Focus tecnico su Ftse Mib, Tenaris ed Eni

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Ftse Mib

Dopo una breve fase laterale, il 4 novembre l’indice italiano ha rotto in gap up il livello chiave dei 23.000 punti. Il movimento rialzista non si è fermato e ha portato l’indice a superare di slancio i 23.500 punti fino a toccare un nuovo massimo annuo a quota 23.827 punti lo scorso 12 novembre. Sono poi scattate le prese di beneficio sul Ftse Mib che ora sta effettuando un movimento altalenante nei pressi del livello statico di breve a 23.500 punti. RSI si sta avvicinando lentamente all’ipercomprato, mentre i volumi stanno diminuendo. In caso di debolezza con ritorno sotto quota 23.000 punti, sono probabili ulteriori ribassi verso il supporto collocato a 22.330 punti. Al contrario, la resistenza importante da infrangere è sempre quella statica dei 24.000 punti, livello che separa il Ftse Mib dai massimi del 2018 a 24.500 punti.

Tenaris

Dopo aver toccato il minimo dell’anno a 8,9 euro lo scorso 31 ottobre, il titolo della società che produce tubi in acciaio ha effettuato un rimbalzo esibendo elevata volatilità e volumi. Il movimento ascendente si è fermato contro la resistenza collocata a 10,2 euro e per ora Tenaris rimane inserita in una fase laterale di breve in attesa di spunti operativi. RSI poco distante dall’equilibrio e volumi decrescenti non ci forniscono segnali precisi. In tale scenario, al rialzo, con il superamento dei 10,2 euro il titolo potrebbe aprirsi la strada verso il 38,2% di Fibonacci a 10,7 euro (di tutto il downtrend avviato ad aprile 2019). Al ribasso, invece, sarà importante la tenuta del supporto di breve a 9,50 euro per evitare ricadute con target i minimi 2019 in area 8,9 euro.

Eni

Dopo una fase di calo a fine ottobre il titolo del colosso dell’Oil&Gas ha invertito con forza (sostenuto da volumi e volatilità) riuscendo a superare 14,12 euro, che coincide con il 38,2% di Fibonacci di tutto il down trend avviato ad aprile 2019. Ora Eni sta attraversando una fase di debolezza che trova conferma in RSI in equilibrio e volumi in calo. Nel caso proseguisse la debolezza fin sotto il supporto di breve a 13,72 euro, possibile accelerazione verso il basso con target il minimo dell’anno in area 13 euro. Per un primo segnale rialzista, invece, bisognerà attendere la rottura del 50% di Fibonacci a 14,5 euro, zona di resistenza importante visto la presenza della media mobile 200 periodi. Solo con il break di tale livello Eni potrebbe aspirare a un ritorno verso zona 15 euro.


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