Focus tecnico su Banco Bpm, Ubi Banca e Ftse Mib

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Banco Bpm

Dopo aver fallito, per la seconda volta in soli due mesi, l’assalto ai picchi massimi dell’anno raggiunti lo scorso 17 ottobre a quota 2,22 euro, il titolo dell’istituto di credito è tornato a ritestare il supporto importante in zona 2 euro. Grazie al forte rialzo di ieri, Banco Bpm si è ridestato tornando anche al di sopra della trend line rialzista di medio periodo costruita sui minimi di agosto e settembre 2019. RSI non ci fornisce particolari segnali stazionando vicino all’equilibrio, mentre i volumi stanno aumentando. Il titolo sta attraversando una fase laterale di breve volteggiando tra il 38,2% di Fibonacci a 1,97 euro (di tutto l’uptrend avviato a ottobre 2018) e la resistenza a 2,164 euro. Questi sono i due livelli da monitorare. Per un primo segnale rialzista bisognerà attendere il superamento dei 2,164 euro per aprirsi la strada verso 2,26 e 2,36 euro. In caso di debolezza, invece, con ritorno fin sotto quota 1,97 euro, possibili accelerazioni verso il basso con target 1,9 e 1,83 euro.

Ubi Banca

Dal 10 ottobre il titolo del gruppo bancario è inserito in una fase laterale tra 2,6 e 3 euro. Grazie al balzo di ieri i corsi si sono portati sopra il 61,8% di Fibonacci a 2,89 euro di tutto l’uptrend avviato a settembre 2016, livello che per tre volte quest’anno ha interrotto la salita del titolo. RSI quasi in ipercomprato sottolinea la forza dei compratori, mentre i volumi sono aumentati. In tale scenario, con il superamento dei 3 euro Ubi potrebbe mettere nel mirino i successivi target a 3,22 e 3,5 euro. In caso di debolezza, invece, fin sotto il supporto a 2,65 euro, è possibile un graduale ritorno verso 2,5 euro (dove passa anche la media mobile 200 periodi) e 2,25 euro.

Ftse Mib

Dopo una breve fase laterale, il 4 novembre l’indice italiano ha rotto in gap up il livello chiave dei 23.000 punti. Il movimento rialzista non si è fermato e ha portato l’indice a superare di slancio i 23.500 punti fino a toccare un nuovo massimo annuo a quota 23.827 punti lo scorso 12 novembre. Sono poi scattate le prese di beneficio sul Ftse Mib che ora sta tornando verso il supporto dei 23.000 punti. RSI è poco sopra l’equilibrio e i volumi si mantengono sostanzialmente nella media. Nel caso proseguisse la debolezza con ritorno sotto quota 23.000 punti, sono probabili ulteriori ribassi verso il supporto collocato a 22.330 punti. Al contrario, la resistenza importante da infrangere è sempre quella statica dei 24.000 punti, livello che separa il Ftse Mib dai massimi del 2018 a 24.500 punti.


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