Eni, l’inizio di settimana è ancora carico di voglia rialzista

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L’allungo che ha contraddistinto la seduta di venerdì scorso di Eni fa da traino anche quest’oggi ai titoli del Cane a sei zampe. Particolarmente significativa da un punto di vista tecnico è stata infatti la chiusura sopra le resistenze statiche poste a 14,25 euro. Il livello rappresentava i vecchi supporti statici ereditati dal minimo intraday del 25 maggio 2010. Fu con la violazione di detta soglia che le quotazioni, lo scorso 3 agosto, accelerarono al ribasso. Dopo oltre due mesi il titolo sembra dunque ora voler rialzare la testa dopo aver testato con insistenza il sostegno grafico offerto dai supporti presenti in area 11,80 euro. In particolar modo la gamba ascendente intrapresa dal low dello scorso 23 settembre a 11,89 euro ha consentito di generare diversi segnali di acquisto. Tra questi si annovera l’incrocio dal basso verso l’alto della media mobile a 14 e 55 periodi e la violazione delle resistenze dinamiche espresse dalla trendline discendente tracciata con i top dell’1 e del 16 settembre avvenuta con il balzo del 5 ottobre. L’allungo di venerdì ha tuttavia generato l’indicazione tecnica più significativa: la chiusura sopra i 14,25 euro ha infatti permesso al titolo di completare un doppio minimo. Considerando che la figura indica solitamente l’inversione del trend ribassista, ecco che implementare una strategia long sulla debolezza del titolo potrebbe risultare particolarmente interessante. Partendo da questi presupposti e constatando che il pull back delle vecchie resistenze non è ancora stato portato a termine, acquisti a 14,22 euro permettono dapprima di puntare al target intermedio di 16,60 euro, obiettivo dell’estensione al rialzo del doppio minimo menzionato, e successivamente i 18,05 euro. Lo stop scatterebbe invece al cedimento dei 12,65 euro.


Riccardo Designori


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