Analisi operative Dollaro/yen, le banche centrali fermano per ora la corsa della divisa nipponica

Dollaro/yen, le banche centrali fermano per ora la corsa della divisa nipponica

18 Marzo 2011 11:59

Volatilità e nervosismo estremo per il cross dollaro yen. Dopo aver segnato ieri nuovi massimi storici sia contro l’euro che contro il biglietto verde, la divisa del Sol Levante ha messo a segno un violento ritracciamento in seguito alle decisioni prese del G7. Per la prima volta da oltre 10 anni si è infatti concretizzato un massiccio intervento coordinato sul mercato valutario da parte di tutte le banche centrali delle 7 maggiori economie mondiali. L’ammontare complessivo non è ancora noto, anche se trader e media parlano, solo per la Banca centrale giapponese, di acquistati per oltre 25 miliardi di dollari. I risvolti sono stati immediati sul mercato dei cambi, con la valuta giapponese che si è subito deprezzata. Il quadro tecnico, al di là degli interventi straordinari, appare tuttavia deteriorato nel breve. Il cross ha infatti violato al ribasso i supporti dinamici offerti dalla trendline ascendente tracciata con i minimi dell’1 novembre e del 3 gennaio. Il livello rappresentava l’ultimo appiglio grafico del dollaro nei confronti dello yen e l’aggiornamento dei vecchi minimi storici dell’aprile 1995 a 79,75 sono stati la naturale conseguenza. Il quadro tecnico appare deteriorato anche guardando il chart mensile, con la presenza di un ampio triplo top disegnato a cavallo tra il gennaio 1996 e l’ottobre 2008. E’ stato proprio con il cedimento del neck point di area 102,20 che la valuta Usa ha intrapreso con vigore il trend ribassista che ha l’ultimo biennio. Se nel lungo periodo i risvolti economici del terremoto dovrebbero penalizzare lo yen, nel breve è lecito attendersi un corposo flusso di capitale verso il Sol Levante da parte di tutti i cittadini giapponese proprietari di asset in valuta americana. Ecco dunque che questa indicazione ci carattere fondamentale può tradursi in ulteriori aggiornamenti dei massimi storici nei confronti del dollaro. Questo porta a suggerire l’implementazione di una strategia short di dollari, pur nella consapevolezza che la volatilità e l’eccezionalità dei fattori in gioco sono da monitorare con particolare attenzione. Per questa ragione il rischio/rendimento valuta anche tali elementi. La vendita allo scoperto di 81,95, lo stop scatterebbe in caso di accelerazioni in grado di riportare il cross a 83,60. I target proposti sono invece individuati dapprima all’altezza di 79,05 e successivamente a 75. Quest’ultimo livello è stato proposto osservando come il cambio abbia la possibilità di completare un pull back particolarmente profondo della trendline ribassista tracciata con i top decrescenti del 5 maggio 2010 e del 20 settembre 2010 e violata al rialzo in occasione dei rialzi di novembre .


Riccardo Designori