Dollaro/yen, la valuta Usa pronta all’allungo

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Arriva la scure delle agenzie di rating sul Giappone. Dopo i richiami effettuati nel corso dei giorni scorsi dal Fmi nel suo fiscal monitor di gennaio 2011, oggi Standard & Poor’s ha ridotto il suo rating di un notch a AA-, tre livelli al di sotto del massimo punteggio possibile. Per gli analisti della società Usa al governo del paese manca un piano coerente per affrontare il debito crescente. Stabile invece la valutazione a Aa2 sul Sol Levante da parte di Moody’s. Lasciando per ora inalterate a stabili le prospettive, gli esperti evidenziano come se da un lato l’economia giapponese potrebbe essere sulla strada della guarigione, dall’altro lato pongono il loro accento sulla situazione di bilancio molto difficile. Gli analisti per tale motivo seguiranno molto attentamente lo stato della previdenza sociale e la riforma fiscale. Il flusso delle notizie sta avendo inevitabili ripercussioni anche sul cambio che lega la valuta giapponese al biglietto verde statunitense. Nello specifico le prime fasi di contrattazione sul cross dollaro usa/ yen vedono la valuta a stelle e strisce ormai prossima alla rottura delle ultime resistenze statiche e mobili prima di intraprendere con decisione la strada del rialzo fino in prossimità del livello di 84,40. Le resistenze statiche sono rappresentate da 82,47, valore che nel corso delle ultime tre sedute ha ostacolato l’apprezzamento del dollaro e che anche dallo scorso novembre ha sempre segnato lo spartiacque tra una fase di debolezza o di forza del biglietto verde. Oltre a tale elemento da segnalare come un allungo oltre 82,47 porterebbe il crosso oltre la trendline ribassista di breve termine tracciata con i top decrescenti del 7 e 28 gennaio. Partendo da questi presupposti è dunque possibile implementare una strategia rialzista sulla forza in caso di allunghi sopra 82,47. Questo tipo di operatività prevede lo stop in caso di ritorno sotto 81,80 e punta ad una chiusura parziale della posizione all’altezza delle resistenze di 84,40. Considerando tuttavia che quello in atto rappresenta la potenziale seconda gamba ascendente del doppio minimo in costruzione dallo scorso 28 settembre, il secondo target mira ad un’ulteriore accelerazione del dollaro nei confronti dello yen e è dunque collocato a 85,90.


Riccardo Designori


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