Analisi operative Atlantia, i ribassi di inizio ottava indirizzano il titolo verso il pull back

Atlantia, i ribassi di inizio ottava indirizzano il titolo verso il pull back

7 Febbraio 2012 12:08

Dopo la flessione di ieri, anche oggi le azioni Atlantia sono caratterizzate dalle prese di beneficio da parte degli investitori dopo la brillante progressione messa a segno lo scorso 3 febbraio. In quell’occasione i titoli della concessionaria autostradale hanno trovato la forza per oltrepassare di slancio le resistenze statiche poste in area 12,85 euro. Il livello in questione aveva ostacolato la spinta propulsiva di Atlantia a cavallo tra il 3 e il 5 gennaio scorso. Fu allora che si innesco un movimento correttivo che spinse la azioni al test dei supporti statici presenti in area 11,30 euro. La soglia di sostegno in questione è stata violata al ribasso solo a livello intraday, con il minimo del 19 gennaio a 11,17, non generando tuttavia un segnale di inversione del trend ascendente che contraddistingue i corsi dalla controllata dei Benetton dallo scorso 23 settembre grazie a una chiusura sopra i supporti statici menzionati. La rottura delle resistenze poste a 12,85 euro assume una valenza ancora maggiore se contestualizzata all’interno del quadro tecnico del titolo. In particolar modo va segnalato come nelle ultime settimane le azioni abbiano trovato la forza per violare le resistenze dinamiche espresse dalla trendline discendente di lungo periodo tracciata con i massimi decrescenti dell’1 e del 30 giugno 2011, per spingersi oltre le coriacee resistenze statiche presenti in prossimità dei 12,14 euro e per incrociare dal basso verso l’alto le medie mobili di breve/medio e lungo termine sul daily chart. All’interno di questo scenario le ultime indicazioni strategiche di matrice rialzista si sono avute con la progressione oltre le resistenze statiche di breve presenti a 12,41 euro e alla rottura dell’1 febbraio scorso delle resistenze dinamiche fornite dalla trendline superiore della flag costruita a cavallo tra il 23 e il 31 gennaio. Partendo dalle considerazioni emerse nel corso dell’analisi e non dimenticando che con l’allungo del 21 dicembre oltre i 12,14 euro il titolo ha completato il doppio minimo in costruzione dal 4 agosto, l’implementazione di una strategia di stampo rialzista appare l’alternativa più efficace. In tal senso acquisti a 12,35 euro, con stop al cedimento degli 11,80 euro, avrebbero primo target intermedio a 13,70 euro e finale a 14,22 euro.


Riccardo Designori