Analisi tecnica su Stm, Amplifon e Ftse Mib

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Stm

Situazione delicata per il big italo-francese dei microchip che, dopo il breakaway gap rialzista di giovedì scorso, ha rotto con forza la resistenza in area 25 euro, raggiungendo quota 27 euro, livello che il titolo non vedeva dal lontano 2002. Nella seduta di ieri Stm ha però dato un segnale contrastante, in concomitanza alla fase di risk-off del Ftse Mib. In tale scenario, la chiusura del gap rialzista su citato darebbe un segnale di attenzione, soprattutto se accompagnato da forti volumi. L’eventuale break del supporto statico a 23,85 euro darebbe invece un segnale più forte di cambio di sentiment di breve periodo. In tal caso probabili ribassi verso 23 e 21,6 euro. In caso di chiusura del gap e successiva ripartenza con volatilità avremmo invece un segnale di conferma della forza del trend rialzista (avviato a gennaio 2019) con target a 27,8 e 30 euro.

Amplifon

Il titolo del colosso degli apparecchi uditivi sta attraversando una fase di pausa in cui i corsi da circa due mesi sono ostacolati dalla resistenza dei 26,8 euro. Dopo aver toccato il massimo storico a 27,48 euro lo scorso 22 gennaio, sono scattate le prime prese di profitto sul titolo. Movimento privo di forza con volumi in calo e RSI che si mantiene forte sopra l’equilibrio. In tale scenario, per mettere nel mirino nuovi massimi storici Amplifon potrebbe sfruttare un rimbalzo dopo aver toccato il supporto a 25 euro. Anche se un forte segnale positivo si avrebbe con il break, accompagnato da con volumi e volatilità, dei 26,8 euro e poi la conferma dei 27,48 euro. Al ribasso, il supporto da tenere monitorato è quello dei 25 euro che, se infranto, potrebbe innescare una graduale discesa verso area 23 euro, dove passa la trend line rialzista di lungo termine descritta dai minimi di dicembre 2018 e ottobre 2019.

Ftse Mib

Ieri l’indice italiano ha rotto con volatilità e volumi la trend line rialzista costruita sui minimi di agosto e dicembre 2019, primo livello importante di supporto che potrebbe generare debolezza fino a 23.000 punti. C’è da dire che per quattro volte il Ftse Mib non è riuscito con convinzione a superare i 24.000 punti e quindi è più probabile una fase correttiva che coincide con febbraio, mese in cui la correzione è statisticamente possibile per la stagionalità dell’indice italiano. La fase correttiva arriva dopo un periodo di grande corsa avviato a fine dicembre 2018 e quindi nulla di preoccupante perché marzo e aprile sono solitamente mesi di rialzo, anche per la corsa ai dividendi. Il massimo di questa fase di correzione potrebbe essere quota 22.330 punti, livello strutturalmente importante per l’indice anche perché nei pressi passa la media mobile 200 periodi. Solo il break di tale livello potrebbe provocare un cambio di sentiment di mercato. In quel caso andrebbe rivisto il quadro grafico del Ftse Mib. Al rialzo, invece, bisognerà attendere il superamento dei 24.168 per aprire la strada ai corsi verso il target storico dei 24.500 punti, livello mai raggiunto dal lontano 2009.


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