Analisi tecnica su Leonardo, Eni e Ftse Mib

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Leonardo

Debole Leonardo in avvio di seduta che cerca di ancorarsi ai 6 euro. Il rimbalzo dai minimi a 4,38 euro toccati lo scorso 23 marzo sembra si sia fermato da qualche seduta con il titolo che è entrato in una fase laterale di breve. In tale scenario, si dovrà aspettare il break dei 7 euro per avere un chiaro segnale rialzista. Superato questo ostacolo, Leonardo andrebbe a colmare tutto il terreno perso con la candela short day ad alta volatilità del 12 marzo scorso. Inoltre, migliorerebbe il sentiment del mercato su titolo che potrebbe poi mettere nel mirino i successivi target a 7,8 e 8,4 euro. Al ribasso, invece, sarà importante la tenuta del supporto a 5,2 euro per evitare ricadute verso 5 e poi i minimi dal 2013 a 4,38 euro.

Eni

Partenza da dimenticare per Eni che prende fiato dopo aver sfiorato ieri area 10 euro. Molto forte il rimbalzo avviato dai minimi toccati lo scorso 16 marzo a 6,26 euro, livello che non si vedevano dal lontano 1996. Ora l’ostacolo da superare e che potrebbe migliorare il sentiment sul titolo è rappresentato dalla resistenza a 10,19 euro. Con il break di tale livello, Eni avrebbe tutte le carte in regola per puntare agli 11 e 12 euro. Al ribasso, invece, la rottura del primo supporto a 9 euro potrebbe essere un primo segnale di debolezza. Anche se il supporto chiave si colloca a 8 euro che, in caso di break, potrebbe innescare accelerazioni verso il basso con target 7,6 e 7 euro.

Ftse Mib

Oggi il Ftse Mib apre in ribasso, imprigionato ancora in una fase laterale di breve caratterizzata da continui saliscendo. Non riuscendo a prendere una direzione precisa, i livelli da monitorare sono sempre gli stessi. Al rialzo, il superamento dei 17.659 punti permetterebbe all’indice italiano di recuperare tutto il terreno perso con la candela short day ad alta volatilità del 12 marzo scorso. Solo con il break dei 17.659 punti potrebbe mettere nel mirino 18.000 e 18.500 punti. Al ribasso, invece, il supporto chiave si colloca a 16.000 punti che, se infranto, potrebbe provocare ricadute verso 14.894 punti. Una discesa fin sotto quest’ultimo livello confermerebbe il sentiment avverso per l’indice, con target i minimi toccato il 16 marzo a 14.153 punti.


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