Analisi tecnica su Ftse Mib, Telecom Italia e Fca

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Ftse Mib

Quella di ieri è stata la peggior seduta dal giugno 2016 (referendum Brexit) per il Ftse Mib che ha chiuso con un rosso di oltre il 5%. Brutto il segnale in chiusura con il break della trend line rialzista avviata sui minimi di agosto 2019 e gennaio 2020. Ora il prossimo supporto importante è collocato a 23.000 punti. In caso di rottura, target a 22.500 e 22.330 punti. Questa fascia di prezzo (22.500-22.300 punti) rappresenta un livello chiave anche per il passaggio del ritracciamento di Fibonacci del 38,2% di tutto l’up trend avviato a dicembre 2018. Solo la rottura di tale fascia di prezzo darebbe un primo segnale di cambio di sentiment, mettendo a rischio il trend rialzista stesso.

Telecom Italia

Ieri Telecom è stato il miglior titolo di Piazza Affari, beneficiando delle attese relative al nuovo piano industriale, che sarà comunicato il prossimo 11 marzo, e delle indiscrezioni secondo cui il fondo statunitense KKR avrebbe presentato un’offerta per l’acquisto di una partecipazione del 49% nell’unità di rete fissa di Telecom Italia. Graficamente il doji di ieri comunica incertezza in attesa di news da parte del mercato, con il titolo che non riesce a prendere una direzione precisa. Positiva la tenuta su RSI della trend rialzista, ma il quadro grafico è ancora tutto in divenire. In ottica di breve un break al rialzo di 0,5276 euro giustificherebbe operatività verso 0,55 e 0,6 euro. Quest’ultimo però rappresenta il livello chiave per sancire un’inversione di tendenza di medio lungo termine. Al ribasso invece, sul break di 0,477 euro, target a 0,45 e 0,43 euro.

Fca

Sicuramente il comparto automotive europeo è tra quello più in sofferenza per la paura di un’eventuale diffusione del coronavirus in Europa. Anche FCA infatti ha chiuso ieri una seduta in profondo rosso. Graficamente il titolo si sta riavvicinando ad un importante supporto che potrebbe fornire la sponda per un rimbalzo interessante. Parliamo  della fascia di prezzo compresa tra il ritracciamento di Fibonacci del 50% di tutto l’up trend avviato a luglio del 2016 e di area 11 euro. Da qui i corsi potrebbero ripartire (stop sotto 10,9 euro) verso 11,5 e 12 euro. Al ribasso invece sarebbe un segnale di forte debolezza il break di tale fascia supportiva, e in particolare di 10,9 euro, con obiettivi ribassisti a 10 euro.


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