Analisi tecnica su Ftse Mib, Saipem e Cnh Industrial

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Ftse Mib

Lo scorso 2 ottobre la volatilità ha investito l’indice italiano che, con un rosso di quasi il 3%, ha segnato la peggior seduta dell’anno. Un segnale che non può di certo essere ignorato e che richiama alla cautela. Dopo aver recuperati i 21.500 punti lo scorso 7 ottobre, il Ftse Mib ieri si è ancora inabissato sotto tale livello, segnale che le candele short day del 1 e 2 ottobre ancora non hanno smaltito l’effetto quindi probabili ulteriori ribassi verso quota 21.000 punti, un supporto chiave di breve visto anche la presenza della media mobile 200 periodi. Il break di tale supporto genererebbe accelerazioni verso 20.600 e 20.000 punti. Tra 20.000 e 19.600 punti (ritracciamento di Fibonacci del 61,8% dell’up trend avviato a dicembre 2018) giace invece quell’area di prezzo che se infranta indicherebbe un cambio di sentiment del mercato. Per il momento la volatilità espressa sembra suggerire la possibilità di ulteriori ribassi. Al rialzo invece meglio attendere che la situazione si stabilizzi, magari con un rimbalzo dai 21.000 punti oppure una chiusura sopra 21.795 punti. A quel punto, il Ftse Mib potrebbe mettere nel mirino 22.000 punti e poi i massimi annui a 22.357 punti. Il segnale rialzista più importante rimane quello sul break di forza di 22.357 punti, con target verso i 23.000 punti.

Saipem

Il titolo della società attiva nei servizi petroliferi ha avviato un trend ribassista dopo aver testato la resistenza statica collocata a 4,73 euro. Saipem si trova a ridosso di un livello di supporto molto importante rappresentato dal 38,2% di Fibonacci di tutto il down trend avviato a ottobre 2018 e dalla trend line rialzista di medio periodo costruita sui minimi di dicembre 2018 e agosto 2019. Su RSI la pressione dei venditori continua a farsi sentire con l’oscillatore che fa fatica a tornare verso l’equilibrio. In tale scenario, il break deciso della zona di supporto che abbiamo descritto prima in area 4 euro potrebbe provocare un segnale di debolezza con target 3,8 e 3,5 euro. Il primo ostacolo al rialzo per il titolo è invece il 50% di Fibonacci a 4,3 euro (dove passa anche la media mobile 200 periodi). Il superamento di tale livello potrebbe aprire la strada verso i successivi target posizionati a 4,58 e 4,73 euro.

Cnh Industrial

Il titolo del colosso italo-statunitense ha iniziato a ritracciare verso il basso dopo aver toccato un nuovo massimo annuo il 16 settembre a 10,51 euro. Il movimento al ribasso ha portato Cnh a tagliare la media mobile 200 periodi con la candela short day di ieri dando un chiaro segnale di debolezza. Il titolo sta quindi attraversando un momento delicato con RSI che si trova a ridosso della trend ribassista costruita sull’oscillatore e volumi in diminuzione. In tale scenario, la rottura al ribasso del 61,8% di Fibonacci a 8,77 euro potrebbe chiamare in causa il supporto successivo a 8,6 euro e poi una graduale discesa verso area 8 euro. Al rialzo, invece, il primo segnale positivo si avrebbe con il superamento del 50% di Fibonacci a 9,10 euro per tenare un ritorno verso 9,43 e 10 euro.


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