Analisi tecnica su Ftse Mib, Facebook e Stm

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Ftse Mib

Dopo aver infranto in gap up la resistenza di medio termine importante in area 21.500 punti, il Ftse Mib si trova ora a confrontarsi con i 22.000 punti, il livello che ci separa dai massimi dell’anno a 22.357 punti. Confermato quindi il rimbalzo del Ftse Mib avviato verso la metà di agosto che ha consentito, in primis, il superamento dei 21.000 punti e poi dei 21.500 punti.

Il prossimo ostacolo nella scalata dell’indice è rappresentato dalla fascia di prezzo tra i 22.000 e 22.357 punti, il primo target rialzista e che permetterebbe poi al un possibile ritorno verso i massimi 2018 sopra area 24.000 punti. Al ribasso, se ci dovesse essere volatilità con un ritorno e chiusura sotto quota 21.500 punti sarebbe un primo segnale di allarme con possibili discese verso 21.000 punti. Anche se va sottolineato che il primo livello di supporto importante che ci darebbe indicazioni in termini di sentiment di mercato è a 20.000 punti. Solo con il break di tale livello avremmo delle accelerazioni al ribasso con target il 61,8% di Fibonacci a 19.600 punti. Per il momento comunque non vediamo una situazione grafica tale da mettere in discussione l’uptrend avviato a fine dicembre dello scorso anno.

 

Facebook

Dagli inizi del mese di agosto il titolo del big tech Usa è rimasto inserito in una fase laterale tra la resistenza statica dei 188,70 dollari e il supporto a 175,97 dollari che coincide con il 38,2% di Fibonacci di tutto l’uptrend avviato a dicembre 2018. Grazie al piccolo rimbalzo avviato alla fine di agosto e al rialzo di ieri Facebook è riuscito a superare i 188,70 dollari. Un movimento accompagnato da un lieve incremento di volumi. Come si può notare su RSI, le pressioni rialziste sembrano aumentare con l’oscillatore che si è portato sopra il livello di l’equilibrio.

In tale scenario, la chiusura settimanale sopra 188,70 dollari permetterebbe al titolo di mettere nel mirino i 200 dollari per poi aspirare a un graduale ritorno verso i massimi dell’anno a 208,66 dollari. Al ribasso, invece, la rottura del 38,2% di Fibonacci darebbe un segnale di debolezza con target 170,79 dollari (dove passa la media mobile 200 periodi) e 165,88 dollari (che coincide con il 50% di Fibonacci).

 

STM

Il titolo del colosso italo-francese dei microchip ha dato prova di grande forza nelle ultime sedute proseguendo il trend rialzista intrapreso agli inizi di gennaio. Grazie alla candela long day di ieri, STM è riuscita a superare il 50% di Fibonacci a 16,8 euro di tutto il down trend avviato a giugno 2018.

Il prossimo ostacolo per il titolo è rappresentato dai massimi annuali a 17,625 euro che, se infranto, aprirebbe la strada verso il 61,8% di Fibonacci a 18,26 euro e poi zona 19 euro. Per un primo segnale ribassista, invece, bisognerà attendere il break della fascia di prezzo tra il 38,2% di Fibonacci a 15,34 euro e il livello statico dei 15 euro, zona di resistenza molto importante anche per la presenza della trend line rialzista di medio periodo descritta dai minimi di gennaio e maggio 2019. In caso di break di tale livello, possibili ricadute verso 14,5 euro (dove passa la media mobile 200 periodi) e 14 euro.

 


Ricevi ogni giorno via email la newsletter sulle analisi Dax, Ftse Mib, Eurostoxx50.
ISCRIVITI ORA GRATUITAMENTE!!


Commenti dei Lettori