Analisi tecnica su Ftse Mib, Banco Bpm e Ubi Banca

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Ftse Mib

Da qualche seduta l’indice italiano è entrato in una fase laterale a bassa volatilità, mantenendosi sopra il supporto chiave collocato a 22.330 punti. È statisticamente probabile quindi una fase di consolidamento fino alla chiusura del ciclo trimestrale, anche se potrebbe arrivare un nuovo assalto ai massimi annui toccati il 17 ottobre a 22.663 punti. In caso di break di quest’ultimo livello si avrebbe un chiaro segnale rialzista con possibile salita verso 22.852 e 23.000 punti. Al contrario, per operatività di breve short si potrebbe aspettare la rottura dei 22.165 punti con target 21.795 punti. Più importante il break di quest’ultimo livello che ha sostenuto i corsi a settembre con possibile discesa verso area 21.500 punti. Il supporto principale si colloca invece a 21.000 punti, data la presenza della media mobile 200 periodi. Il break di tale livello genererebbe accelerazioni verso 20.600 e 20.000 punti.

Banco Bpm

Dopo aver toccato l’area di prezzo a 1,80 euro, dove risiede un sopporto statico chiave e la trend line rialzista di breve periodo costruita sui minimi di agosto e settembre, il titolo dell’istituto di credito ha effettuato un forte rimbalzo riuscendo a superare i 2 euro fino a toccare un nuovo massimo annua a 2,22 euro lo scorso 17 ottobre. Nelle ultime sedute sono scattate le prese di beneficio su Banco Bpm che sta effettuando il pull back. RSI si sta sgonfiando verso l’equilibrio e i volumi stanno diminuendo. In tale scenario sono possibili ulteriori ribassi, anche se l’impostazione grafica rimane positiva. In caso di debolezza con ritorno fin sotto quota 2 euro, possibili accelerazioni verso il basso con target 1,9 e 1,83 euro. Solo il break di area 1,80 euro potrebbe essere un campanello di allarme. Per un primo segnale rialzista, invece, bisognerà attendere il superamento del massimo 2019 a 2,22 euro per aprirsi la strada verso 2,36 e 2,43 euro. Oppure meglio attendere il possibile rimbalzo dopo aver toccato il supporto collocato a 2 euro.

Ubi Banca

Prosegue il rimbalzo del titolo del gruppo bancario avviato nella seconda metà di agosto. I corsi sono riusciti a superare il livello chiave dei 2,65 euro e ha raggiungere un nuovo massimi annuo a 2,948 euro il 21 ottobre. Sono poi scattate le prese di profitto su Ubi Banca nelle successive sedute, con il titolo che sta effettuando il pull back. RSI è uscito dal forte ipercomprato e si dirige verso l’equilibrio, con volumi che si mantengono nella norma. Se la debolezza dovesse continuare e provocare la rottura del supporto a 2,65 euro, è possibile un graduale ritorno verso 2,43 euro (dove passa anche la media mobile 200 periodi). Solo il break di quest’ultimo livello darebbe un segnale negativo al sentiment di mercato. Al rialzo, invece, il break con forza del 61,8% di Fibonacci di tutto l’uptrend avviato a settembre 2016 potrebbe aprire ai corsi praterie verso i successivi target a 3 e 3,22 euro.


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