Analisi tecnica su Ftse Mib, Alphabet e Cnh Industrial

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Ftse Mib: nel mirino i 22.000 punti

L’indice italiano ieri ha aperto in gap up infrangendo la resistenza di medio termine importante in area 21.500 punti che di fatto è il livello che ci separa dai massimi dell’anno a 22.357 punti. Confermato quindi il rimbalzo del Ftse Mib avviato verso la metà di agosto che ha consentito, in primis, il superamento dei 21.000 punti e poi ieri dei 21.500 punti. Il prossimo ostacolo nella scalata dell’indice è rappresentato dalla fascia di prezzo tra i 22.000 e 22.357 punti, il primo target rialzista e che permetterebbe poi al un possibile ritorno verso i massimi 2018 sopra area 24.000 punti. Al ribasso, se ci dovesse essere volatilità con un ritorno e chiusura sotto quota 21.500 punti sarebbe un segnale allarmante con possibili discese verso 21.000 punti. Di fatto il primo livello di supporto importante che ci darebbe indicazioni in termini di sentiment di mercato è a 20.000 punti. Solo con il break di tale livello avremmo delle accelerazioni al ribasso con target il 61,8% di Fibonacci a 19.600 punti. Per il momento comunque non vediamo una situazione grafica tale da mettere in discussione l’uptrend avviato a fine dicembre dello scorso anno.

Alphabet: inserito in una fase laterale

Alphabet ha chiuso la seduta di ieri a Wall Street con un rialzo del 1,1% a 1.181 dollari. Il titolo della holding che controlla il motore di ricerca Google è più di un mese che è inserito in una fase laterale tra il supporto collocato a 1.153 dollari e la resistenza statica dei 1.200 dollari. Dopo aver testato a fine agosto quest’ultimo livello, Alphabet ora sta prendendo tempo in cerca di qualche spunto. In tale scenario, il superamento dei 1.200 dollari, area di resistenza molto forte anche per la presenza della ex trend line rialzista di medio periodo costruita sui minimi di maggio e luglio 2019, permetterebbe al titolo di mettere nel mirino i 1.245 dollari per poi aspirare a un graduale ritorno verso i massimi dell’anno in area 1.300 dollari. Al ribasso, invece, la rottura del supporto a 1.153 dollari darebbe un segnale di debolezza con target 1.135 dollari (dove passa la media mobile 200 periodi) e 1.100 dollari.

CNH Industrial: vicino alla resistenza dei 9,54 euro

Il titolo del colosso italo-statunitense ha dato prova di grande forza nelle ultime sedute contraddistinte da elevata volatilità. Dopo il break degli 8,62 euro e la rottura in gap up della resistenza collocata a 9 euro, CNH è andata a testare il 38,2% di Fibonacci a 9,54 euro di tutto il down trend avviato a febbraio 2018. Anche se la candela short day di 3 settembre ad alta volatilità e volumi ci suggerisce cautela su RSI non vediamo un riscontro visto che si è mantenuto sopra l’equilibrio. Dal punto di vista grafico, la rottura di 9,54 euro potrebbe aprire la strada al titolo verso i successivi target a 10 e 10,13 euro. Per un primo segnale ribassista bisognerà invece attendere il break dei 9 euro, zona di resistenza importante anche per la presenza della media mobile 200 periodi, con possibili ricadute verso 8,62 e 8 euro.


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