Analisi tecnica su Apple, Poste Italiane e Ftse Mib

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Apple

Il titolo del colosso di Cupertino è inserito in un solido trend rialzista come si può vedere dal canale ascendente, formato unendo i minimi di giugno e ottobre 2019 con i massimi di luglio 2019 e gennaio 2020. Il grafico daily evidenzia una leggera divergenza sui massimi, oltre che un piccolo segnale di cautela. RSI infatti ha infranto la trend line rialzista (sull’oscillatore) costruita sui minimi di giugno e agosto 2019. In tale scenario, il break dei 300 dollari in chiusura e con volatilità darebbe un segnale di debolezza di breve con target 290 e 270 dollari. Al rialzo, invece, meglio attendere il superamento del massimo storico a 327,85 dollari con primo target a 350 dollari.

Poste Italiane

Il titolo ha tentato invano di riprendersi dalla fase di debolezza avviata sostanzialmente nella seconda parte dello scorso novembre dopo aver toccato i massimi storici a 11,26 euro. Il superamento dei 10,48 euro è stato vanificato con la candela short day ad alta volatilità del 31 gennaio, che ha fatto ritornare il titolo di nuovo sotto tale livello statico. In tale scenario, solo con il break in forza (con volatilità e volumi) dei 10,48 euro Poste Italiane potrebbe tentare l’assalto a nuovi record storici in area 11 euro. Al ribasso invece la fascia di prezzo compresa tra la media mobile 200 periodi in area 9,9 euro e la trend line rialzista costruita sui minimi di giugno e agosto 2019 rappresenta una zona di supporto molto importante, che se infranta, potrebbe innescare accelerazioni verso il basso con target 9,55 e 9 euro.

Ftse Mib

La candela di venerdì scorso ha dato un’indicazione abbastanza importante con volumi in rialzo e RSI che è sceso questa volta sotto il livello dei 50 con decisione, segnando due minimi crescenti. Non ci troviamo di fronte a movimenti accentuati anche se la fase correttiva è arrivata sui principali listini europei compreso il Ftse Mib. Il primo target al ribasso è quello dei 23.000 punti che, se infranto, potrebbe chiamare in causa il supporto dei 22.330 punti, livello chiave per la presenza della media mobile 200 periodi. Una discesa fin qui darebbe solo segnali fisiologici di correzione e non allarmanti. Per il momento il trend dell’indice italiano è orientato al rialzo, anche se febbraio è statisticamente un mese debole per la stagionalità del Ftse Mib e coincide con la chiusura del ciclo trimestrale. Per un primo segnale rialzista bisognerò attendere almeno la rottura dei 24.168 punti accompagnata da volatilità e volumi per puntare al target storico dei 24.500 punti, livello mai raggiunto dal lontano 2009.


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