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Gemina valuta la fusione con Adr

Pubblicato 13 Novembre 2006 Aggiornato 19 Luglio 2022 13:17
Torna a farsi insistente la voce del ritorno di Aeroporti di Roma in Borsa attraverso la fusione con Gemina. Un'operazione che vedrebbero di buon occhio una buona parte degli azionisti di via Turati, ma che al momento ha due non semplici problemi da risolvere. Innanzitutto, le difficoltà tecniche, come la cessione delle altre partecipazioni, che la famiglia Romiti vede nello sciogliere la storica Gemina. E poi l'incombenza dei soci australiani della Macquarie, che con il 49% di Adr sarebbero postfusione il primo azionista della nuova società quotata. Eppure questa semplificazione della catena di controllo che da Gemina, attraverso Leonardo, scende giù fino a Adr, è l'obiettivo ultimo a cui puntano alcuni azionisti del patto di sindacato che governa Gemina. Gli esiti, infatti, della semplice fusione tra la capogruppo e la controllata al 100% Leonardo, pur in programma, non porterebbero molti benefici a differenza della fusione con la società operativa. Il vero problema, però rimane la strategia da seguire: manca infatti l'accordo dell'azionista di riferimento di Gemina, la Investimenti Infrastrutture, partecipata da Romiti (34%), dai Benetton (31,5%), dal fondo Clessidra (31,5%)e da Capitalia (3%).