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Capitalia: tutti i dubbi di Geronzi

Pubblicato 13 Novembre 2006 Aggiornato 19 Luglio 2022 13:17
Dopo la conclusione della mega operazione SanPaolo Imi-Banca Intesa, e la chiusura di accordi importanti come quello tra la Popolare di Verona e Bpi, quanto resisterà Capitalia da sola? Pretendenti, e prede, non mancano. Ma sono in molti a scommettere, compresi alcuni azionisti partecipanti al Patto di controllo di Capitalia, che al momento la situazione è ferma. Gianni Pugliesi, presidente della Fondazione Banco di Sicilia e componente del Patto, è comunque intenzionato a creare un fronte comune fra le fondazioni azioniste di Capitalia, in primo luogo con la Manodori. Considerato l'accordo che la fondazione siciliana ha con l'altro azionista isolano, la Regione, assieme raggiungerebbero l'8,57% avvicinandosi alla partecipazione di Abn Amro, che, col suo 8,59%, è il primo azionista di Capitalia. Ma fino ad ora è stato proprio il colosso olandese il pretendente più insistente del gruppo presieduto da Cesare Geronzi, e per ora è stato respinto. Il no di Geronzi è stato netto. Resterebbero in campo quindi le altre, poche, possibilità. In Italia. E cioè l'acquisto di una Popolare, seguendo anche le sollecitazioni di Mario Draghi. E poi c'è ancora il Monte dei Paschi. L'unione tra i due gruppi di Siena e di Roma non dispiacerebbe alla politica ulivista e nemmeno a Capitalia, ma non si può dire che entusiasmi Mps e il suo presidente Giuseppe Mussari.