Autostrade: governo pronto a rivedere il tetto del 5%
Il governo potrebbe abolire la norma del decreto fiscale, appena entrato in vigore, che pone un tetto del 5% ai diritti di voto delle società di costruzioni nella nomina degli amministratori delle concessionarie autostradali. L'articolo 12 rischia di crollare sotto il peso delle obiezioni che potrebbero essere avanzate dall'Ue. E' quanto è emerso ieri da un vertice politico, presieduto dal premier, Romano Prodi, cui hanno partecipato il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro e i ministri dell'Economia, Padoa-Schioppa e delle Politiche Europee, Emma Bonino. "Si è preso atto - ha detto quest'ultima al termine del vertice - che il tetto del 5% non era una metodologia appropriata in termini comunitari". La questione del "tetto" ai costruttori è rilevante nella vicenda della fusione Autostrade-Abertis perchè tra i soci della nuova società ci sarebbe anche un costruttore: la società Acs con il 12%. Ora però se la norma venisse cassata da un emendamento al decreto, tornerebbe a valere lo sbarramento, stabilito da un vecchio decreto della presidenza del Consiglio, che vieta ai costruttori qualsiasi partecipazione al nucleo stabile di controllo di Autostrade. La prospettiva che il decreto cambi non spaventa Di Pietro: "se qualcuno ci convince che questo provvedimento può essere migliorato, ponti d'oro ..." osserva. Ma la divisione all'interno del governo resta.