Al via il polo Agricole-Cariparma-Friuladria
Il primo passo è stato fatto. La Cassa di risparmio di Parma e Piacenza è pronta a passare al Crédit Agricole, dopo che nell'incontro tra i vertici del colosso francese e le autorità locali "sono state raggiunte importanti identità di vedute". Se al piano superiore il rapporto decennale tra il primo socio francese di banca intesa e i suoi manager - oltre al potere di veto dei francesi nel patto dell'istituto - ha permesso una negoziazione rapida e proficua sulla "compensazione" da accordare, a livello locale sono soprattutto le garanzie profuse da René Carron e Georges Pauget, presidente e direttore generale della Banque verte, ad avere convinto il presidente della Fondazione, Carlo Gabbi, ad aprire le porte della città e dar vita a un nuovo polo bancario italo-francese con almeno 600 sportelli. Cinque sono i punti fermi della transizione che prevede la vendita di un marchio che vale almeno tre miliardi di euro. La sede resterà a Parma. L'Ente locale entrerà nel capitale con almeno il 20% e potrà nominare fino al 30% del futuro cda. Infine, sarà confermata la fiducia ai manager attuali di Cariparma. Una settimana prima del 12 ottobre l'accordo si dovrebbe concretizzare. E il polo Cariparma-Agricole prende forma anche sul fronte Friuladria che potrebbe condividere la sorte dell'istituto parmense.