Notizie Notizie Mondo Spesa in IA sotto la lente dei mercati: la prova di forza di Tesla e Alphabet apre la stagione delle Big Tech

Spesa in IA sotto la lente dei mercati: la prova di forza di Tesla e Alphabet apre la stagione delle Big Tech

21 Luglio 2026 16:14

Dopo la recente battuta d’arresto dei titoli legati ai semiconduttori e le vendite che hanno colpito l’intero comparto tecnologico, si alza l’asticella della pressione sui giganti dell’intelligenza artificiale. Wall Street, sempre più cauta e pronta a ridimensionare le valutazioni, attende con impazienza risposte concrete per giustificare i mega-investimenti da centinaia di miliardi di dollari profusi nella costruzione dei data center. Le trimestrali in arrivo nelle prossime due settimane rappresentano un test cruciale: gli investitori esigono la prova che il capitale speso stia finalmente generando rendimenti misurabili.

A fare da apripista per i colossi tecnologici saranno Tesla, attesa domani per la prova dei conti, e Alphabet, in agenda giovedì. La settimana successiva il testimone passerà a Microsoft, Meta, Apple e Amazon, un sestetto che da solo pesa per un quarto dell’intera capitalizzazione dell’indice S&P 500, mentre Nvidia chiuderà il cerchio nei prossimi mesi.

Le indicazioni di Alphabet offriranno uno spaccato decisivo sul reale impatto della spesa in IA sull’ecosistema tech. Il recente monito di IBM ha infatti evidenziato come le imponenti risorse allocate all’hardware per l’IA stiano prosciugando i budget aziendali destinati al software, segnale di un peggioramento della spesa discrezionale nell’IT confermato anche dagli analisti di Bloomberg.

Sullo sfondo, l’avvio delle trimestrali dei settori automobilistico e industriale metterà ulteriormente alla prova l’ottimismo che finora ha sostenuto le stime sugli utili per l’anno in corso.

Alphabet e la scommessa sull’IA tra costi record e nuove frontiere dell’hardware

I riflettori dei mercati sono puntati su Alphabet, chiamata domani a rendere noti i dati finanziari del secondo trimestre del 2026. La società madre di Google continua a essere accreditata tra i principali vincitori della corsa all’intelligenza artificiale, forte del successo del chatbot Gemini, dello sviluppo di chip proprietari per i data center e dell’espansione aggressiva delle attività di cloud computing.

Mantenere questa posizione di leadership comporta tuttavia costi estremamente elevati: gli investimenti in conto capitale (CapEx) potrebbero più che raddoppiare quest’anno fino a raggiungere i 187 miliardi di dollari, spingendo il gruppo a ricorrere sempre più ai mercati obbligazionari e azionari per finanziarli.

Nonostante la pressione sui costi, le stime del consenso degli analisti per il secondo trimestre del 2026 prefigurano una performance finanziaria di grande rilievo. La crescita del fatturato dovrebbe superare il 20% per il secondo trimestre consecutivo, portando i ricavi complessivi a quota 100,89 miliardi di dollari. Il reddito operativo (EBIT) è atteso a 40,43 miliardi di dollari, sostenuto da un margine lordo nell’ordine del 70,06%, mentre l’EBITDA è stimato a 55,60 miliardi di dollari. In termini di reddito netto, le previsioni indicano un utile di 38,05 miliardi di dollari su base rettificata (35,37 miliardi GAAP), traducendosi in un utile per azione rettificato di 3,19 dollari (2,89 dollari GAAP).

Secondo gli analisti di Bloomberg, lo slancio di Google Cloud e della componente hardware per l’IA si manterrà sostenuto. Tuttavia, il core business della pubblicità legata alle ricerche potrebbe mostrare segni di rallentamento, complice l’avanzata di concorrenti come Anthropic PBC e OpenAI, che continuano a conquistare quote di mercato.

A sostenere le azioni del gruppo contribuiscono infine le indiscrezioni pubblicate da The Information su un nuovo progetto strategico: Alphabet starebbe infatti sviluppando un processore proprietario per server denominato Frozen v2, progettato per ottimizzare le prestazioni del modello Gemini. Il chip, affiancato alle note Tensor Processing Unit (TPU) e con un debutto ipotizzato entro il 2028, permetterà di ridurre la quantità di dati trasferiti all’interno dei sistemi, accelerando in modo significativo i tempi di risposta forniti agli utenti.

La preview di Tesla tra fondamentali automobilistici e narrativa sull’IA

Tesla si appresta a svelare i risultati finanziari del secondo trimestre del 2026 in un clima di attesa diviso tra l’andamento del business tradizionale e le prospettive sulle nuove tecnologie. Sul fronte delle consegne di veicoli, le previsioni tratteggiano uno scenario di moderata crescita rispetto ai 384.122 veicoli consegnati nello stesso periodo del 2025: il consenso raccolto da Bloomberg stima circa 396.466 unità vendute, mentre valutazioni più ottimistiche indicano circa 418.000 consegne.

Per quanto riguarda i dati di bilancio complessi, il consenso degli analisti raccolto per il secondo trimestre del 2026 prevede ricavi per 26,31 miliardi di dollari e un utile operativo (EBIT) pari a 1,39 miliardi di dollari, con un margine lordo atteso al 19,43%. L’EBITDA del gruppo è stimato a 403 miliardi di dollari, mentre l’utile netto rettificato dovrebbe attestarsi a 1,81 miliardi di dollari (1,20 miliardi su base GAAP), traducendosi in un utile per azione rettificato di 0,50 dollari (0,34 dollari GAAP).

Al di là delle cifre contabili, gli analisti evidenziano una spiccata disconnessione tra i fondamentali correnti del gruppo e le dinamiche di borsa. Secondo Barclays, che conferma sul titolo una raccomandazione neutrale con un target price di 360 dollari, le metriche automobilistiche sono ormai passate in secondo piano nell’orientare gli investitori. L’andamento delle azioni appare guidato quasi esclusivamente dalla narrativa legata ai progetti ad alto potenziale di innovazione, come la flotta di Robotaxi, il robot umanoide Optimus e gli sviluppi nell’intelligenza artificiale. Tuttavia, lo stesso analista avverte che la tenuta di un solido business automobilistico di base rimane un requisito indispensabile per generare i flussi di cassa necessari a finanziare queste ambiziose scommesse sul futuro.