Enel guida il boom dei dividendi in Italia: il report Janus Henderson
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I dividendi accelerano, mentre i buyback iniziano a rallentare. È questa la fotografia scattata dalla prima edizione del Janus Henderson Global Dividend and Buyback Index, che mostra come, nel primo trimestre del 2026, le grandi società quotate abbiano continuato a remunerare gli azionisti attraverso cedole sempre più generose, preferendo però limitare il ricorso ai riacquisti di azioni proprie in uno scenario caratterizzato da tassi elevati, tensioni geopolitiche e crescente incertezza economica.
- Dividendi: a livello mondiale distribuiti oltre 424 mld di dollari
- Gli Stati Uniti restano il motore dei rendimenti per gli azionisti
- Europa in recupero, Italia sostenuta da Enel
- Finanziari protagonisti, l’intelligenza artificiale spinge i materiali di base
- Le prospettive restano favorevoli per i dividendi
Dividendi: a livello mondiale distribuiti oltre 424 mld di dollari
Secondo il report, i dividendi distribuiti a livello mondiale hanno raggiunto 424,5 miliardi di dollari, in crescita del 10,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. I buyback si sono invece attestati a 425,7 miliardi di dollari, restando marginalmente superiori alle cedole ma registrando una contrazione del 3,1% su base annua. Il dato suggerisce un cambiamento nelle strategie di allocazione del capitale: i consigli di amministrazione sembrano voler preservare la politica dei dividendi, considerata un impegno di lungo periodo nei confronti degli investitori, utilizzando invece i riacquisti come leva più flessibile per adattarsi all’evoluzione del contesto macroeconomico.
Gli Stati Uniti restano il motore dei rendimenti per gli azionisti
Il mercato americano continua a dominare la distribuzione di capitale agli azionisti. Le società statunitensi hanno distribuito 183,5 miliardi di dollari di dividendi, pari al 46,3% del totale mondiale, e hanno effettuato buyback per 266,7 miliardi, confermandosi di gran lunga il principale mercato sia per cedole sia per riacquisti.
La crescita è risultata trasversale ai diversi comparti, con tecnologia, finanza ed energia tra i principali contributori. Un segnale che evidenzia come gli utili societari americani continuino a mostrare una tenuta superiore alle attese, nonostante la politica monetaria ancora restrittiva.
Europa in recupero, Italia sostenuta da Enel
Anche l’Europa ha mostrato un’accelerazione significativa. Escludendo il Regno Unito, i dividendi distribuiti hanno raggiunto 67,4 miliardi di dollari, in aumento del 35,5% rispetto al primo trimestre del 2025, un dato influenzato anche dall’effetto cambio. Tra i principali Paesi spicca la Svizzera con 27,3 miliardi di dollari, davanti alla Danimarca con 9,4 miliardi.
L’Italia ha distribuito 4,2 miliardi di dollari di dividendi. Il report evidenzia una crescita del 15,5% su base sottostante, salita al 28,3% in termini nominali grazie all’effetto valutario. A trainare gran parte dell’incremento è stata Enel, confermando il ruolo delle utility come protagoniste delle politiche di remunerazione degli azionisti. Sul fronte dei buyback, le società italiane hanno riacquistato azioni proprie per 1,6 miliardi di dollari, pari all’8,5% del totale regionale, collocando il Paese al quinto posto in Europa.
Nel Regno Unito i dividendi hanno raggiunto 17,7 miliardi di dollari, con una crescita del 17,7%. Il dato è stato sostenuto anche da distribuzioni straordinarie, tra cui quelle deliberate da Next e Reckitt in seguito a operazioni straordinarie e risultati superiori alle attese. Al netto di questi eventi, il report segnala comunque una crescita diffusa delle distribuzioni grazie al contributo di gruppi come AstraZeneca e Shell. I buyback britannici hanno invece totalizzato 5,8 miliardi di dollari, secondo valore europeo dietro la Germania.
Finanziari protagonisti, l’intelligenza artificiale spinge i materiali di base
L’analisi settoriale conferma il peso crescente del comparto finanziario nella remunerazione degli azionisti. Le banche e gli altri gruppi finanziari hanno distribuito 90,8 miliardi di dollari di dividendi e realizzato buyback per 110,7 miliardi, oltre un terzo del totale globale.
La sorpresa arriva però dal settore dei materiali di base, che ha registrato la crescita più elevata dei dividendi (+47,1%). Secondo Janus Henderson, il boom riflette la domanda sempre più sostenuta di minerali strategici come rame e litio, indispensabili per data center, semiconduttori e infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Anche il comparto tecnologico continua a rappresentare uno dei principali generatori di rendimento per gli azionisti, con 43,7 miliardi di dollari di dividendi e 66,6 miliardi di buyback.
Le prospettive restano favorevoli per i dividendi
Le stime di Janus Henderson confermano questo scenario anche per il resto dell’anno. La società prevede una crescita globale dei dividendi dell’8,3% nel 2026, in accelerazione rispetto al 6,8% registrato nel 2025. Di contro, i buyback dovrebbero diminuire dell’1,1%, interrompendo la crescita del 6,1% osservata lo scorso anno.
Come osserva Jane Shoemake, Client Portfolio Manager del team Global Equity Income di Janus Henderson, la solidità degli utili continua a sostenere l’aumento delle cedole, mentre i riacquisti restano uno strumento tattico destinato ad adattarsi all’evoluzione del ciclo economico. Per gli investitori, il messaggio è chiaro: in una fase di volatilità e tassi ancora elevati, i dividendi continuano a rappresentare il principale indicatore della capacità delle società di generare valore e di restituirlo agli azionisti in modo sostenibile.