Commodity della settimana: argento, Fed e Medio Oriente a fomentare l’incertezza
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Il future sull’argento continua a muoversi in un contesto caratterizzato da elevata volatilità, dove politica monetaria e tensioni geopolitiche restano i principali driver di mercato. Se da un lato il metallo beneficia a fasi alterne del suo ruolo di bene rifugio, dall’altro l’ipotesi di tassi d’interesse più elevati per un periodo prolungato continua a limitarne il potenziale apprezzamento. A mantenere alta l’attenzione degli operatori contribuiscono inoltre le nuove tensioni in Medio Oriente e l’attesa per i prossimi dati macroeconomici statunitensi, destinati a influenzare le future decisioni della Fed. Di seguito il commento tecnico al grafico del future.
Mercato dell’argento: la condizione di domanda ed offerta
Il primo elemento ad influenzare il mercato del metallo bianco è rappresentato dalla politica monetaria statunitense. L’ultima riunione della Federal Reserve ha evidenziato una crescente preoccupazione per le dinamiche inflazionistiche pur avendo lasciato invariati i tassi d’interesse. Alcuni membri del FOMC hanno però ritenuto plausibile un nuovo rialzo qualora le pressioni sui prezzi dovessero intensificarsi. In questo contesto, il mercato continua ad attribuire una probabilità significativa ad un nuovo intervento restrittivo nei prossimi mesi, mantenendo elevata la sensibilità dell’argento ad ogni pubblicazione macroeconomica.
Il secondo fronte è dettato dal contesto geopolitico con i nuovi attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani e la successiva risposta di Teheran contro infrastrutture militari americane nell’area del Golfo. Parallelamente, alcune dichiarazioni dell’amministrazione statunitense hanno lasciato intravedere possibili aperture diplomatiche, contribuendo ad alternare rapidamente fasi di avversione al rischio e momenti di maggiore ottimismo sui mercati, fomentandone la volatilità. Per l’argento questo quadro generale risulta particolarmente complesso. A differenza dell’oro, infatti, il metallo bianco presenta una doppia natura: oltre a svolgere il ruolo di bene rifugio, mantiene una forte componente industriale grazie all’impiego nei settori dell’elettronica, del fotovoltaico e delle tecnologie per la transizione energetica. Di conseguenza, il prezzo tende a riflettere contemporaneamente sia l’evoluzione del ciclo economico globale sia le aspettative sulla politica monetaria.
Dal lato del mercato fisico, il report giornaliero del 9 luglio sulle consegne del COMEX 5000 Silver Futures pubblicato dal CME Group evidenzia una regolare attività di delivery tra i principali operatori istituzionali. Sebbene i dati sulle consegne non costituiscano un indicatore direzionale dei prezzi, rappresentano un utile strumento per monitorare l’attività degli operatori commerciali e finanziari sul mercato fisico del metallo in ottica di sentiment.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future dell’argento continua ad attraversare una fase di debolezza che conferma le indicazioni emerse nella precedente analisi. Il metallo prezioso registra una performance da inizio 2026 pari a circa -15,5%, con la pressione dei venditori ancora dominante.
Il movimento continua a svilupparsi all’interno di un trend ribassista guidato dalla trendline discendente (in blu), coincidente con l’ipotenusa di un ampio triangolo. Nelle prime battute della discesa i ripetuti test sul supporto rappresentato dal cateto maggiore avevano lasciato spazio all’ipotesi di un doppio minimo (in verde), poco supportato tuttavia sia dalla lettura degli indicatori, sia dalla dinamica dei volumi.
Il quadro tecnico si è successivamente deteriorato con il breakout ribassista della struttura, evento che ha sancito la ripresa del trend discendente e proiettato le quotazioni verso il target tecnico in area $47,5/oz.
Un ruolo determinante continua inoltre ad essere svolto dall’RSI a 14 periodi, il quale dopo la discesa delle ultime settimane fatica a riconquistare sia la resistenza dinamica (in verde) sia quella statica (in viola). L’incapacità dell’oscillatore di riportarsi sopra tali livelli conferma come il momentum resti ancora orientato al ribasso. Solo un recupero deciso dell’RSI accompagnato da una reazione dei prezzi consentirebbe di mettere in discussione l’attuale impostazione tecnica; fino ad allora, il focus rimane sui principali supporti e sull’eventuale raggiungimento del target in area $ 47,5/oz nel caso persista la pressione ribassista attuale.
