Equita su Piazza Affari: Prysmian promossa a buy ed entra nel portafoglio
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Dopo il forte rally dei mesi precedenti, a giugno i mercati azionari hanno avviato una fase di consolidamento che, secondo gli analisti di Equita, non modifica però il quadro di fondo, ancora favorevole per gli investimenti in azioni. La view mensile della casa di ricerca milanese evidenzia infatti come il ciclo di crescita legato all’intelligenza artificiale continui a sostenere economia e utili societari, pur lasciando spazio a una graduale rotazione della leadership di mercato.
Europa resiliente, Italia in testa grazie a banche e tecnologia
Nel corso di giugno gli indici azionari hanno mostrato performance differenziate. L‘Euro Stoxx 600 ha guadagnato il 2,4%, mentre l’S&P 500 ha perso l’1,5% in dollari. Nel complesso, il mercato azionario europeo si mantiene sopra del 2,4% rispetto ai livelli precedenti all’escalation del conflitto in Iran di fine febbraio.
Tra i principali listini europei – come sottolineano gli analisti della Sim – spicca Piazza Affari, che registra un progresso del 12%, il migliore del continente. A sostenere la performance, secondo Equita, sono stati soprattutto la riapertura del risiko bancario, con l’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena, e il forte contributo del comparto tecnologico, trainato dal rally di STMicroelectronics. Più debole invece la Germania, con il Dax in calo dell’1,5%, penalizzato dalla maggiore esposizione agli shock energetici e geopolitici e dalle difficoltà del settore automobilistico.
Utili in crescita e valutazioni ancora interessanti
Per gli analisti, il quadro degli utili societari europei continua a migliorare. Le stime indicano una crescita del 13% nel 2026 e del 9% nel 2027, mentre le valutazioni restano considerate ragionevoli, grazie anche al calo dei prezzi dell’energia e a un’inflazione che dovrebbe rimanere sotto controllo. Negli Stati Uniti continua invece la forte mobilitazione di capitali attorno al tema dell’intelligenza artificiale. Equita sottolinea che il ciclo di investimenti nell’AI resta strutturalmente solido e ben lontano dall’essersi esaurito. Tuttavia, l’aumento delle emissioni di azioni e debito da parte delle società del settore potrebbe ridurre quell’effetto scarsità che negli ultimi anni ha sostenuto le valutazioni dei principali protagonisti del comparto.
Mercati: Equita moderatamente costruttiva
Sul fronte obbligazionario, i rendimenti hanno mostrato un leggero calo sia negli Stati Uniti sia nell’Eurozona. Nonostante il mercato continui a scontare politiche monetarie ancora relativamente restrittive, Equita ritiene che il ciclo dei rialzi dei tassi sia ormai sostanzialmente terminato e che le prossime mosse di Federal Reserve e Banca centrale europea saranno orientate verso un allentamento della politica monetaria.
Alla luce di questo scenario, Equita mantiene una posizione moderatamente costruttiva sull’azionario. Il contesto macroeconomico continua infatti a essere caratterizzato da una crescita resiliente e da utili societari in aumento, elementi che dovrebbero favorire gli asset reali come le azioni. Gli analisti ritengono però che la prossima fase di mercato sarà diversa dalla precedente. La leadership non dovrebbe più essere concentrata esclusivamente sui grandi vincitori dell’intelligenza artificiale, ma estendersi progressivamente a un numero maggiore di società, come già suggeriscono le recenti performance delle aziende a media e piccola capitalizzazione negli Stati Uniti.
Pur confermando una visione positiva, Equita suggerisce quindi di mantenere una quota di liquidità da utilizzare in caso di eventuali correzioni durante l’estate, periodo storicamente caratterizzato da minore liquidità sui mercati, maggiore incertezza legata alle elezioni di mid-term negli Stati Uniti e aumento dell’offerta di capitale da parte delle società maggiormente esposte al tema dell’intelligenza artificiale. In linea con questa impostazione, il portafoglio raccomandato da Equita è stato ulteriormente rafforzato. L’esposizione all’azionario è salita al 98,4%, dal 93% del mese precedente, anche grazie all’ingresso di Prysmian, promossa a giudizio “buy”.