Notizie Notizie Mondo Stangata Apple e incubo inflazione Us gelano le Borse, nuovo crollo del Kospi. Bitcoin a picco

Stangata Apple e incubo inflazione Us gelano le Borse, nuovo crollo del Kospi. Bitcoin a picco

26 Giugno 2026 08:26

Sui mercati torna a riaffiorare l’incubo tassi Fed dopo che ieri l’indice delle spese per i consumi personali (Pce), indicatore preferito dalla Fed per monitorare le pressioni inflattive, ha segnato un balzo del 4,1% annuo, sui massimi a tre anni, e del 3,4% se si escludendo i prezzi volatili dell’energia e dei prodotti alimentari, segnalando che le pressioni sui prezzi si stanno estendendo ai servizi e al comparto immobiliare.

Stretta Fed sì o no?

Il dato ha rafforzato l’ipotesi che la Federal Reserve possa essere costretta a mantenere una linea monetaria restrittiva ed eventualmente procedere con un nuovo rialzo dei tassi entro fine anno. Molto dipenderà dagli sviluppi in Medio Oriente: se lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, l’inflazione potrebbe essere al suo picco, ma rimanere comunque elevata per tutto l’anno. Il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, ha dichiarato ieri di aspettarsi un lieve calo dell’inflazione nei prossimi trimestri.

Uno scenario incerto che pesa soprattutto sui titoli tecnologici, più sensibili all’aumento del costo del denaro. Dopo un avvio a spron battuto a +2% circa sull’effetto Micron, il Nasdaq ieri è rapidamente virato in rosso andando a chiudere a -0,46%. Lieve calo per l’S&P 500 (-0,01%). Tra i singoli titoli giù dell’1,6% Nvidia, -3,5% Microsoft e -1% SpaceX.

Apple alza i prezzi e crolla in Borsa

A preoccupare il mercato è inoltre la decisione di Apple di aumentare del 20% i prezzi di MacBook e iPad per assorbire il rincaro dei chip di memoria, un’indicazione che la corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale continua ad alimentare nuove pressioni inflazionistiche lungo tutta la filiera tecnologica.
Apple ha aumentato il prezzo del suo MacBook Neo entry-level da 599 a 699 dollari, mentre il MacBook Air è saltato da 1.099 a 1.299 dollari. Niente aumenti, per il momento, per gli iPhone.
L’annuncio ha innescato le vendite sul titolo del gigante di Cupertino che ha chiuso a oltre -6%. A maggio il ceo Tim Cook aveva anticipato che Apple sta affrontando una maggiore pressione sui margini a causa dell’aumento dei prezzi di memoria e storage.

Profondo rosso in Asia , Kospi -6%

Brusca correzione stamattina sui mercati asiatici con Tokyo giù del 4,5%. L’inflazione a Tokyo è balzata dell’1,7% su base annua (contro l’1,4% di maggio, il consenso del mercato era dell’1,6%), suggerendo che gli effetti di secondo livello derivanti dall’aumento dei prezzi del petrolio si stanno intensificando. I verbali della riunione di giugno hanno rivelato che alcuni membri del consiglio hanno espresso posizioni restrittive in merito all’aumento dei rischi di inflazione. “Dato che è probabile che i prezzi al netto delle componenti volatili accelerino in futuro, abbiamo anticipato a ottobre la nostra previsione di un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone, precedentemente prevista per dicembre”, commentano oggi gli esperti di Ing.

Tonfo anche per la Borsa di Seoul. Il Kospi ha ceduto circa il 6%, trascinato dal crollo dei grandi produttori di chip di memoria come Samsung Electronics (-7,5%) e SK Hynix (-9,4%), al centro di un’ondata di prese di profitto che ha colpito l’intero comparto tecnologico. Gli investitori temono che le valutazioni raggiunte dalle società più esposte all’AI siano diventate eccessive e iniziano a interrogarsi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti nei data center e nell’infrastruttura necessaria allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Tra gli altri asset si conferma la debolezza dell’oro in area 4mila dollari l’oncia, mentre il Bitcoin ha accelerato sotto quota 60mila, sui minimi a 20 mesi, con i titoli legati alle cripto in forte affanno (-9% Strategy e -5% Coinbase).