Notizie Notizie Italia Piazza Affari: Stellantis, Ferrari e Cucinelli tra le più esposte al super dollaro. STM, un caso speciale

Piazza Affari: Stellantis, Ferrari e Cucinelli tra le più esposte al super dollaro. STM, un caso speciale

19 Giugno 2026 14:40

Il dollaro ha mantenuto un forte slancio dopo la sorpresa restrittiva di mercoledì scorso da parte della Federal Reserve (Fed). Nella notte, il Dollar Index (indice del valore del dollaro statunitense in relazione a un paniere di sei valute) ha testato livelli superiori a 101, avviandosi a registrare la sua migliore settimana da aprile 2024. Nel complesso, il dollaro ha continuato a rafforzarsi post riunione del FOMC, sostenuto dall’ampliamento dei differenziali attesi sui tassi d’interesse tra gli Stati Uniti e le altre principali economie.

Partiamo dallo scenario attuale dopo il meeting Fed e vediamo quali sono le società quotate a Piazza Affari maggiormente esposte al rafforzamento del dollaro Usa, secondo l’analisi di Banca Akros.

La Fed apre alla possibilità di rialzi dei tassi e di un dollaro più forte

Mercoledì scorso Fed protagonista con il debutto ufficiale di Kevin Warsh alla guida dell’istituto centrale Usa. Il nuovo presidente ha sorpreso i mercati, sfoderando dei toni meno accomodanti delle attese. I tassi non sono stati toccati, ma Warsh ha posto l’accento sulla necessità di prevenire effetti di secondo ordine sui prezzi, facendo capire che l’elevata inflazione sarà contrastata e un rialzo dei tassi è possibile.

“La riunione di giugno del FOMC ha riservato una sorpresa restrittiva (hawkish): nove membri hanno previsto un rialzo dei tassi nel 2026 (contro la nostra aspettativa di tre) e la proiezione mediana per l’inflazione core PCE nel quarto trimestre del 2027 è salita al 2,5% (contro la nostra previsione del 2,3%)”, hanno sottolineato gli esperti di Goldman Sachs post riunione Fed.

Anche Mark Dowding, Fixed Income CIO, RBC BlueBay AM, sottolinea la “forza del dollaro” e suggerisce nella sua rubrica “La settimana dei mercati” che “il nuovo approccio adottato da Warsh alla Fed possa evidenziare un potenziale aumento dell’incertezza e della volatilità dei mercati. Come già osservato, ogni riunione di politica monetaria è ormai un evento potenzialmente decisivo. Riducendo la comunicazione preventiva, Warsh mantiene aperte tutte le opzioni e lascia i mercati nell’incertezza”.

“Nel breve termine, il dollaro potrebbe godere dell’entusiasmo post-Fed ancora per un po’, con i mercati probabilmente pronti a scontare pienamente due rialzi entro dicembre al primo dato economico positivo“, afferma Francesco Pesole di ING che tuttavia aggiunge: “siamo affatto convinti che questo sia l’inizio di un ciclo di apprezzamento più ampio del dollaro. L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran elimina un argomento rialzista per il dollaro e il nostro team macroeconomico ritiene ancora che i mercati stiano sovrastimando le probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed”.

Soffermandosi sulle prospettive sul dollaro, Lee Hardman, Senior Currency Analyst di MUFG, scrive:

“L’aggiornamento restrittivo di politica monetaria della Fed dovrebbe contribuire a mantenere i tassi statunitensi e il dollaro USA su livelli più elevati in vista dell’estate. Se la Fed darà seguito alle indicazioni e alzerà i tassi, ciò rafforzerebbe lo slancio rialzista del dollaro. Tuttavia, non siamo convinti che un rialzo dei tassi sarà necessario, pur riconoscendo che il rischio di un aumento nella seconda metà di quest’anno è aumentato. Questo comporta rischi al rialzo per la nostra previsione di un indebolimento del dollaro USA in vista del prossimo anno”.

Piazza Affari: Stellantis, Ferrari e Cucinelli tra i più esposti al dollaro forte. STM, caso speciale

Partendo dal contesto attuale, con il dollaro Usa che continua ad apprezzarsi rispetto all’euro dopo la riunione della Fed, Banca Akros ha analizzato le società italiane quotate a Piazza Affari sono maggiormente esposte al rafforzamento del dollaro americano. In particolare, gli analisti hanno analizzato le large cap italiane con un fatturato negli Stati Uniti superiore al 15%, distinguendo tra quelle con un’attività locale e quelle con un impatto di conversione valutaria simile a quello sul fatturato e tra quelle che importano principalmente negli Stati Uniti e sono maggiormente esposte al rischio di cambio (ovvero con un impatto di conversione valutaria sugli utili superiore a quello sul fatturato).

Le società, come mostra la tabella sottostante, sono in tutto 14: Tenaris, DiaSorin, Prysmian, Buzzi, Stellantis, Brunello Cucinelli, Campari, Ferrari, Interpump, Leonardo, Pirelli, Recordati, STMicroelectronics e Amplifon.

 

“Tra le aziende con la maggiore esposizione al mercato statunitense tramite attività commerciali, segnaliamo Stellantis, Brunello Cucinelli, Campari e Ferrari, mentre tra le aziende con un’elevata esposizione al mercato statunitense, ma principalmente legata alla conversione valutaria, figurano Diasorin, Tenaris, Buzzi e Prysmiam”, indicano da Akros nel report odierno.

Akros indica poi STM “un caso speciale”. “Come caso speciale, segnaliamo STM, dove gli Stati Uniti rappresentano “solo” il 16% delle vendite, ma le vendite in dollari Usa sono circa il 90%, mentre gran parte dei costi sono in euro. Questo implica che una variazione del 10% del tasso di cambio EUR/USD potrebbe influenzare l’EBIT dell’esercizio di circa 400 milioni di dollari”.