Notizie Notizie Mondo Michael Burry lapidario su SpaceX, ma non va short. Ecco perché

Michael Burry lapidario su SpaceX, ma non va short. Ecco perché

17 Giugno 2026 09:59

La corsa di SpaceX a Wall Street non accenna a placarsi. Dal debutto di venerdì il titolo non ha smesso di salire superando ieri il muro dei 200 dollari, quasi +50% rispetto al prezzo dell’Ipo, e assestandosi nel gotha delle cinque maggiori potenze della Borsa newyorkese.

Quasi +50% da Ipo, superata Amazon per valore

Con il +4,8% di ieri la capitalizzazione di SpaceX ha raggiunto quota 2,66 trilioni di dollari, superando anche Amazon e avvicinando Microsoft (superata nell’intraday quando la capitalizzazione di SpaceX si era spinta fin a sfiorare i 2.800 miliardi).

L’entusiasmo degli investitori si fonda soprattutto sulle aspettative legate all’intelligenza artificiale e ai progetti futuristici del gruppo, dai data center nello spazio allo sviluppo della rete satellitare Starlink.
A rafforzare il sentiment positivo è arrivato anche l’annuncio dell’acquisizione della startup di AI Cursor per circa 60 miliardi di dollari in azioni.
“L’annuncio dell’acquisizione di Cursor non cambia nulla nei calcoli. SpaceX non può valere 2,66 trilioni di dollari”, commenta Ipek Ozkardeskaya, Senior Market Analyst di Swissquote. “SpaceX è forse il segnale d’allarme più evidente che l’attuale rally tecnologico sta raggiungendo un punto in cui le valutazioni non hanno più senso”.

Il confronto tra SpaceX e Amazon

Ad oggi però SpaceX presenta numeri non paragonabili neanche lontanamente a quelli delle big tech storiche di Wall Street. Amazon vanta ricavi per 717 miliardi e un utile di 78 miliardi (dati del 2025), SpaceX invece si ferma a 18,7 miliardi di fatturato e una perdita di quasi 5 miliardi. Elon Musk però vede SpaceX pronta a decollare e domenica sui social (commento poi cancellato) ha indicato quota 1.000 miliardi come ricavi che la sua creatura potrà raggiungere entro il 2030.

Michael Burry stronca la creatura di Musk su tutti i fronti

Tra gli scettici sulle potenzialità di SpaceX spicca anche il nome di Michael Burry, noto per il film “La Grande Scommessa”. L’investitore divenuto famoso per aver previsto la crisi subprime prima del 2008 in un post su SubStack ha messo in dubbio l’entità della valutazione dell’azienda di Musk, descrivendo SpaceX come “fondamentalmente una piccola azienda spaziale, una società di telecomunicazioni di nicchia, una società di social media in difficoltà e una versione ridotta di Coreweave” che genera meno di 20 miliardi di dollari di fatturato annuo.

Burry sottolinea con stupore che il valore attuale di SpaceX è insensato in quanto vale più della Berkshire Hathaway di Warren Buffett e supera il valore di mercato di molti settori e di economie nazionali. “Berkshire Hathaway è stata superata di due volte e mezzo in soli tre giorni. Berkshire Hathaway, costruita con cura nel corso di due secoli. I due più grandi investitori del nostro tempo”, spiega Burry.

Ma non va short (per ora)

Michael Burry afferma di aver esaminato diverse operazioni ribassiste su opzioni legate a SpaceX, ma di averle scartate tutte. In particolare ha fatto riferimento a un’opzione put con prezzo di esercizio di 100 dollari e scadenza a dicembre 2028 risulta quotata a circa 25 dollari per contratto, con il titolo scambiato intorno ai 212 dollari. Un contratto simile con scadenza a giugno 2027 costava circa 13 dollari, mentre un’opzione put con scadenza a dicembre 2026 era scambiata a circa 6,75 dollari. “Sono tentato da quest’opzione. Ma no grazie”, ha affermato Burry a proposito dell’opzione a breve termine. “Con un po’ di fortuna, SpaceX si stabilizzerà intorno ai 200 dollari e la volatilità si ridurrà nella catena delle opzioni put”.

In generale Burry da maggio ha avvisato delle valutazioni eccessive del tech con l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e le operazioni speculative basate sul momentum che hanno spinto eccessivamente verso l’alto le valutazioni.