Notizie Notizie Mondo Banche Centrali Lagarde:”Inflazione sopra gli obiettivi Bce fino a metà 2027″. La guerra ha affossato la crescita dell’area euro

Lagarde:”Inflazione sopra gli obiettivi Bce fino a metà 2027″. La guerra ha affossato la crescita dell’area euro

11 Giugno 2026 15:27

Nella conferenza stampa che ha accompagnato il rialzo dei tassi, la presidente Christine Lagarde ha spiegato che il faro di ogni decisione è l’inflazione. “Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine. In linea con questo impegno ha deciso (all’unanimità) di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. Il conflitto in Medio Oriente – ha aggiunto – sta generando però pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro”.

Un contsto incerto (con inflazione fuori controllo fino a metà 2027) che dipenderà dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Anche per questo, ha detto Lagarde, “il rialzo non è un segnale drastico, ma un segnale”

Allarme inflazione

Negative le notizie sull’inflazione che secondo la Bce crescerà ancora. L’aumento dei prezzi dell’energia farà aumentare ulteriormente l’inflazione durante l’estate e la manterrà ben al di sopra dell’obiettivo della Bce nella prima metà del 2027. “Avrà anche un impatto sull’inflazione di cibo, beni e servizi”.

L’inflazione dovrebbe “quindi tornare all’obiettivo nella seconda metà del 2027, supportata da un calo dei prezzi dell’energia e da aumenti più lenti di altri prezzi. Tuttavia – spiega – la guerra in Medio Oriente rimane una fonte importante di incertezza”.

Più a lungo i prezzi dell’energia rimangono elevati, maggiore è il rischio che alimentino un’inflazione più ampia attraverso effetti indiretti e di secondo livello. Monitoreremo pertanto da vicino l’entità e la persistenza dell’aumento dei prezzi dell’energia e il modo in cui si ripercuote sulla formazione dei prezzi e dei salari, sulle aspettative di inflazione e sulla dinamica economica complessiva”.

L’area euro azzoppata dalla guerra

 Secondo Lagarde, l’Eurozona è cresciuta nel primo trimestre, ma la guerra sta pesando sull’ attività economica con i servizi in rallentamento. Per questo il Consiglio direttivo sottolinea l’urgente necessità di rafforzare l’economia dell’area euro, preservando al tempo stesso la solidità delle finanze pubbliche. A tal fine, le manovre di bilancio in risposta allo shock sui prezzi dell’energia dovrebbero essere temporanee, mirate e modulate.  La decisione sui tassi si inserisce in questo quadro  e pone l’Europa in una posizione di forza “per navigare nell’incertezza”.

Ma la crescita c’è

Nonostante il quadro,”non ci troviamo in un contesto in cui la crescita è assente o sia seriamente minacciata”, ha detto Lagarde. “Prevediamo che vi siano altri fattori in grado di sostenere la crescita in futuro. Ho affermato che non si tratta di una decisione sui tassi di interesse presa a fini di ‘assicurazione della credibilità’, bensì di una decisione di politica monetaria valida di per sé. Quando si osserva un dato recente del 3,2% e prospettive di inflazione superiori all’obiettivo – con un picco a fine 2026, una permanenza al di sopra del target per gran parte del 2027, un ritorno al 2% nell’autunno del 2027 e un allineamento all’obiettivo nel 2028, sulla base delle curve di mercato e degli altri indicatori – è evidente che dobbiamo prendere una decisione, e che si tratta di una scelta di politica monetaria sensata. Pertanto, non è necessario definirla un’assicurazione sulla credibilità o altro; è una decisione di politica monetaria solida che, come affermiamo nella dichiarazione di politica monetaria, regge in tutti gli scenari, incluso quello più moderato”.

Tassi più alti più a lungo

Secondo Lale Akoner, Global Markets Strategist di eToro, il rialzo di 25 punti base della Bce riporta al centro dell’attenzione il rischio di tassi “più alti più a lungo” per gli investitori europei. Il messaggio chiave è che la Bce non è disposta a ignorare il recente shock energetico se questo rischia di mantenere l’inflazione al di sopra dell’obiettivo. Questo crea uno scenario più complesso per i mercati: la crescita economica sta rallentando, ma le pressioni inflazionistiche restano sufficientemente forti da mantenere una politica monetaria restrittiva.

Per l’azionario, ciò potrebbe mettere sotto pressione i titoli growth, le società con valutazioni elevate e le aziende con alti livelli di indebitamento, poiché tassi più alti incidono sia sulle valutazioni sia sul costo del finanziamento. Banche, liquidità e fondi monetari potrebbero continuare a essere relativamente favoriti, mentre anche i titoli difensivi ad alto dividendo potrebbero attirare interesse.

Settembre rappresenta ora il prossimo passaggio cruciale. Un secondo rialzo non è garantito, ma il tono di Lagarde suggerisce che resta chiaramente sul tavolo nel caso in cui i prezzi dell’energia rimangano elevati o le aspettative di inflazione continuino a salire.

Accelerare la transizione e l’euro digitale

In questo quadro, “le riforme volte ad accrescere il potenziale di crescita dell’area dell’euro e ad accelerare la transizione energetica, cosi da ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, sono oggi più importanti che mai. Il completamento dell’Unione del Risparmio e degli Investimenti e fondamentale per finanziare l’innovazione, sostenere la transizione verde e digitale e migliorare la produttività. L’euro digitale e la moneta della banca centrale all’ingrosso in forma tokenizzata rafforzeranno l’autonomia strategica dell’Europa, la sua competitività e l’integrazione finanziaria, favorendo inoltre l’innovazione nei pagamenti. Per questo motivo, e essenziale adottare rapidamente il regolamento che istituisce l’euro digitale. Semplificare e armonizzare le norme all’interno del mercato unico dell’Unione europea aiuterà le imprese europee a crescere più rapidamente”.