Notizie Notizie Italia Mutui variabili, quanto può pesare il nuovo rialzo BCE: rate fino a 50 euro più alte entro fine anno

Mutui variabili, quanto può pesare il nuovo rialzo BCE: rate fino a 50 euro più alte entro fine anno

11 Giugno 2026 10:38

Nuova stretta monetaria in arrivo da parte della Banca Centrale Europea e nuove preoccupazioni per le famiglie che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile. Secondo le attese dei mercati, la BCE in riunione oggi, giovedì 11 giugno 2026, dovrebbe decidere per un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base, una mossa finalizzata a contrastare le nuove pressioni inflazionistiche legate alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

L’impatto sui mutuatari potrebbe essere immediato. Secondo un’analisi realizzata dagli esperti di Facile.it, una famiglia con un mutuo variabile standard da 126.000 euro della durata di 25 anni potrebbe vedere la propria rata aumentare di circa 16 euro al mese, passando dagli attuali 590 euro a circa 606 euro.

L’Euribor ha già anticipato la BCE

In realtà, una parte degli aumenti è già arrivata. Sebbene l’ultimo rialzo ufficiale dei tassi da parte della BCE risalga al luglio 2023, il mercato ha iniziato a incorporare le aspettative di nuove strette già nei mesi scorsi. L’Euribor a tre mesi, parametro di riferimento per gran parte dei mutui variabili italiani, è infatti salito dal 2,01% registrato a fine febbraio al 2,31% del 5 giugno 2026, con un incremento di circa 30 punti base. Questo movimento si è tradotto in un aumento delle rate già visibile per molte famiglie: la rata del mutuo campione analizzato da Facile.it è passata da 579 euro a marzo a 590 euro a giugno.

Come sottolineano gli esperti della società di comparazione, l’Euribor tende a muoversi in anticipo rispetto alle decisioni della BCE, ma non sempre segue gli stessi tempi e la stessa intensità. Per questo motivo sarà necessario attendere le prossime settimane per comprendere l’effettivo trasferimento dell’eventuale rialzo sui finanziamenti in essere.

Quanto aumenteranno le rate dei  mutui?

Se il rialzo di 25 punti base dovesse concretizzarsi e riflettersi integralmente sui mutui, il TAN del finanziamento considerato passerebbe dal 2,88% al 3,13%, facendo salire la rata mensile a circa 606 euro. L’incremento complessivo rispetto a gennaio 2026 – come calcolano gli esperti –  arriverebbe così a 28 euro al mese. Una cifra apparentemente contenuta, ma che su base annua significa oltre 330 euro di maggiore spesa per una famiglia. L’impatto, tuttavia, non sarà identico per tutti. Chi ha un debito residuo elevato e molti anni ancora da rimborsare subirà effetti più marcati rispetto a chi si trova nelle fasi finali del piano di ammortamento.

Le previsioni: altri rincari entro il 2027

Le prospettive non sembrano particolarmente rassicuranti per chi ha scelto il tasso variabile. Analizzando i Futures sugli Euribor aggiornati al 5 giugno 2026, gli analisti di Facile.it stimano ulteriori incrementi nei prossimi mesi. Secondo le simulazioni, la rata del mutuo campione potrebbe raggiungere i 617 euro già a settembre 2026 e arrivare a circa 626 euro entro la fine dell’anno o al più tardi all’inizio del 2027.

Se queste previsioni dovessero trovare conferma, rispetto ai 578 euro pagati a gennaio 2026 l’aumento complessivo sarebbe pari a circa 50 euro mensili. In termini annuali, si tratterebbe di un aggravio di circa 600 euro per famiglia.

Cresce la richiesta di mutui, ma il fisso resta il preferito

Nonostante il contesto di tassi in risalita, il mercato dei mutui continua a mostrare segnali di vitalità. I dati dell’Osservatorio Facile.it-Mutui.it evidenziano che nei primi cinque mesi del 2026 l’importo medio richiesto è cresciuto dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo quasi 140 mila euro. Parallelamente aumenta anche il valore medio degli immobili finanziati, mentre si abbassa l’età media dei richiedenti, segnale di una maggiore presenza di giovani famiglie sul mercato.

Sul fronte delle preferenze, il tasso fisso continua a dominare le scelte degli italiani. Tuttavia, complice il differenziale ancora favorevole, cresce l’interesse verso le formule variabili e miste. Oggi queste rappresentano circa l’8% delle richieste, contro appena l’1% registrato un anno fa. Le migliori offerte disponibili online mostrano infatti un TAN variabile a partire dal 2,32%, con una rata iniziale di circa 554 euro. Per ottenere un tasso fisso occorre invece accettare condizioni attorno al 3,20%, che si traducono in una rata di circa 611 euro. Un eventuale rialzo dei tassi BCE contribuirebbe però a ridurre progressivamente questo vantaggio del variabile, rendendo nuovamente più equilibrato il confronto tra le due soluzioni.

La scelta non dipende solo dal tasso

Gli esperti di Facile.it invitano infine a non concentrarsi esclusivamente sul tasso d’interesse nella scelta del mutuo. Durata del finanziamento, importo richiesto, esigenze familiari e capacità di sostenere eventuali aumenti futuri delle rate sono elementi altrettanto determinanti. In una fase caratterizzata da forte incertezza sui mercati e da possibili ulteriori interventi della BCE, valutare con attenzione il proprio profilo di rischio diventa fondamentale per evitare sorprese sul bilancio familiare nei prossimi anni.