Mps lascia aperta la porta alle proposte “non sollecitate” di Bpm e Intesa. Ma il focus resta Mediobanca
Fonte immagine: Istock
Banca Monte dei Paschi ha preso atto in cda della proposta “non sollecitata” presentata da Banco Bpm domenica e dell’offerta “non concordata” presentata da Intesa e procederà alla valutazione di entrambe “nel rispetto delle leggi e dei regolamenti”. Resta quindi alla finestra Rocca Salimbeni al termine del cda presieduto dal presidente, Cesare Bisoni. La banca con una nota ricorda che il consiglio si è riunito in una seduta che era già stata calendarizzata in precedenza rispetto agli annunci di Intesa e Bpm. Banca Monte dei Paschi di Siena conferma, inoltre, “che tutte le attività di integrazione con Mediobanca procedono in linea con quanto annunciato”.
Intanto a Piazza Affari Bper balza del 4%, Banco Bpm sale del 2,44%, Intesa guadagna oltre l’1,3% e Banca Mps avanza dell’1,7%. Unipol registra un progresso del 3,7%
Le due iniziative riaccendono i riflettori anche su Generali , che questa mattina ha superato per la prima volta nella sua storia la soglia dei 40 euro per azione, lasciando a segno un rialzo dell’1,6%.
Mps-Mediobanca
Il progetto caro all’ad Luigi Lovaglio che tanto ha fatto per tornare in sella al monte prevede una redistribuzione delle attività tra le diverse società del nuovo perimetro, con l’obiettivo di costruire un gruppo capace di integrare banca commerciale, credito al consumo, gestione del risparmio e private banking. Il progetto su cui la banca ha ribadito di voler lavorare prevede che Compass, attiva nel credito al consumo, venga trasferita direttamente sotto Mps. Parallelamente Widiba dovrebbe passare a Mediobanca Premier, destinata a diventare la nuova Mediobanca Spa. All’interno della futura società confluiranno inoltre la banca d’impresa, le attività di gestione patrimoniale, il private banking e la partecipazione del 13,5% in Generali. Un ulteriore consiglio potrebbe poi essere convocato il 22 giugno per affrontare gli aspetti legati alla fusione e allo scorporo di Mediobanca
La posizione del Governo
In questo contesto di attesa, il ministro delle Finanze italiano Giancarlo Giorgetti ha indicato che il governo non interferirà in nessuna battaglia per controllo di Mps, la questione si ridurrà a “chi paga di più.” Intesa ha offerto di acquistare Monte Paschi per 30,6 miliardi di euro (35,3 miliardi di dollari), Bpm ha proposto una fusione tra pari.
Il governo di Giorgia Meloni rimane in gran parte neutrale e considera i due potenziali accordi come operazioni di mercato, sebbene continui a detenere una quota di circa il 4,9%.
La posizione degli analisti
Sul fronte del mercato, il fermento sui titoli parla chiaro, ma gli analisti individuano nell’operazione di Intesa più di un vantaggio. Se Intesa dovesse prevalere e mettere le mani su Siena, “permetterebbe a Ca’ de Sass di consolidare ulteriormente la propria posizione di leadership in Italia, continuare a rafforzare le fabbriche prodotto e accelerare il percorso di crescita previsto con il business plan”, spiega Equita. Il CET1 è atteso sopra il 13% immediatamente dopo l’eventuale acquisizione ai termini previsti dall’offerta. Il cash-in di 3-3.5 miliardi derivante dalla cessione del compendio aziendale permetterà alla combined entity di avere un CET1 maggiore del 14% entro il 2029. “L’operazione dunque è prevista avere un impatto positivo sul capitale di Intesa e are ulteriore visibilità sulla remunerazione agli azionisti”.
Quanto a Unipol, “l’operazione rappresenterebbe a nostro avviso un’opportunità interessante per consolidare ulteriormente il posizionamento nel settore bancario italiano, con un rafforzamento del modello di business e un potenziale significativo di creazione di valore”.
D’altra parte, secondo Morningstar Dbrs, “la fusione tra Banco Bpm e Mps potrebbe incrementare le dimensioni, ampliare la presenza sul mercato interno, potenziare le capacità di prodotto e distribuzione e garantire una maggiore diversificazione geografica in Italia, grazie all’unione delle rispettive realtà complementari. Tuttavia, la proposta di Banco Bpm rimane in una fase preliminare, senza un rapporto di cambio concordato né termini finanziari vincolanti resi noti, mentre il contesto competitivo si è già intensificato”.
Infine, secondo Bofa, “Bper potrebbe superare Unicredit se l’accordo proposto andasse in porto , il che potrebbe indurre Unicredit a valutare le opzioni disponibili in Italia, uno dei suoi mercati principali”.
E’ probabile che gli sviluppi in corso plasmino una seconda fase di consolidamento del settore bancario italiano, dopo una prima ondata che ha incluso l’acquisizione di Anima da parte di Banco Bpm, la fusione di Banca Popolare di Sondrio in Bper Banca e l’acquisizione di Mediobanca da parte di Mps.