Notizie Notizie Mondo SpaceX già in portafoglio, ecco l’Etf che impazza a Wall Street

SpaceX già in portafoglio, ecco l’Etf che impazza a Wall Street

Pubblicato 2 Giugno 2026 Aggiornato 3 Giugno 2026 11:40

Mese di giugno al via ed è conto alla rovescia in vista dello sbarco di SpaceX a Wall Street. Salvo sorprese il colosso di Elon Musk arriverà tra poche settimane (la data più gettonata è il 12 giugno) e tra gli investitori è partita da tempo la corsa a posizionarsi su quella che si prospetta come l’Ipo più grande di tutti i tempi.

Dominio nel segmento dei lancio spaziali

La valutazione, stando alle ultime indiscrezioni Bloomberg, dovrebbe essere di almeno 1.800 miliardi di dollari e sul mercato grigio girano anche valutazioni di qualche centinaio di miliardi superiori. La differenza rispetto ad altre potenziali debuttanti, da OpenAI ad Anthropic, è netta: non c’è solo una narrativa di crescita, ma una posizione quasi monopolistica nel segmento strategico nel settore aerospaziale. Come sottolinea il Wall Street Journal, il solo settore dei lanci spaziali rappresenta un forte elemento di differenziazione di SpaceX e ha generato profitti per SpaceX nel 2024 mentre lo scorso anno è stato chiuso in perdita a causa degli elevati costi di sviluppo del razzo Starship.

Il colosso guidato da Musk ha dalla sua anche la costola dell’AI dopo aver inglobato la startup di intelligenza artificiale xAI. Dal documento di quotazione è emerso che SpaceX ha iniziato ad affittare la propria capacità di calcolo ad Anthropic anziché utilizzare quella rete esclusivamente per i propri modelli di intelligenza artificiale. Ciò fornirà un incremento di entrate (l’accordo prevede 1,25 miliardi di dollari al mese pagati da Anthropic).

Valutazione monstre vs ricavi da metà classifica

Rispetto alla valutazione monstre, le dimensioni di SpaceX sono ancora relativamente piccole, con un fatturato di 18,7 miliardi di dollari nel 2025, il che la colloca circa a metà dell’indice S&P 500 in termini di fatturato. Ben lontano dai 260 miliardi di ricavi medi delle 11 società attualmente presenti nell’indice con una capitalizzazione di mercato superiore a 1.000 miliardi di dollari (dati di S&P Global Market Intelligence).

SpaceX ha delineato un mercato potenziale di 28.500 miliardi di dollari, suddivisi in 370 miliardi di dollari nel settore spaziale (soluzioni spaziali), 1.600 miliardi di dollari nella connettività (inclusi 870 miliardi di dollari in Starlink Broadband e 740 miliardi di dollari in Starlink Mobile) e 26.500 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale (inclusi 2.400 miliardi di dollari in infrastrutture AI, 760 miliardi di dollari in abbonamenti per i consumatori, 600 miliardi di dollari in pubblicità digitale e 22.700 miliardi di dollari in applicazioni aziendali).

Come prendere posizione prima dell’Ipo

Gli investitori non si stanno limitando ad attendere il debutto in Borsa e già da tempo si stanno posizionando attraverso modalità indirette per posizionarsi prima dell’Ipo.

A fare scalpore è in particolare il vero e proprio boom di flussi sull’Etf Tema Space Innovators (ticker NASA), che ha debuttato lo scorso marzo raccogliendo più attivi di tutti gli altri Etf tematici legati sempre al settore aerospaziale in quanto dà la possibilità di ottenere esposizione a SpaceX tramite una società veicolo (SPV), una struttura di mercato privato che può detenere azioni di società prima della loro quotazione in borsa. Il Tema Space Innovators ETF ha circa il 10% degli asset esposti a SpaceX attraverso questa struttura, e questa caratteristica ha acceso una vera corsa all’acquisto per accaparrarsi un’esposizione a SpaceX.

Dal suo debutto, poco più di tre mesi fa, il Tema Space Innovators ETF segna un balzo di oltre il 73%, facendo molto meglio di altri Etf tematici come l’ARK Space & Defense Innovation ETF (+29%).

Non mancano i rischi

Gli Etf con esposizione pre-Ipo possono risultare più volatili e meno trasparenti avendo al loro interno componenti non quotate. Inoltre, il boom dell’interesse su SpaceX accentua la concentrazione tematica: non si investe più genericamente nello spazio, ma in una singola storia che rischia di diventare il vero motore dell’intero segmento. In altre parole si compra un indice ma nel concreto c’è una quasi totale dipendenza dall’umore di un solo nome.

Ingresso accelerato sul Nasdaq

Una volta che il titolo SpaceX inizierà a essere negoziato, si qualificherà per la nuova regola di ingresso rapido del Nasdaq, entrando automaticamente nel Nasdaq 100 dopo soli quindici giorni di negoziazione, portando al cosiddetto “acquisto forzato” da parte di ETF e fondi indicizzati che seguono l’indice.

Nasdaq ha però introdotto anche un limite specifico per le società con basso flottante: il peso nell’indice non può superare tre volte il valore del free float. Una soluzione pensata per mantenere replicabili gli ETF collegati all’indice ed evitare che società con poche azioni disponibili alterino la struttura del benchmark.

Anche l’S&P 500 starebbe valutando una via rapida, passando da 12 a 6 mesi prima di inserire una matricola nell’indice; non va però dimenticato che tra i paletti previsti per far parte dell’indice S&P500 c’è la profittabilità che SpaceX ad oggi non ha (nel 2025 perdita di 4,9 miliardi).