Notizie Asset Class Diasorin punta sulla diagnostica specialistica: piano al 2030 tra crescita, investimenti e M&A

Diasorin punta sulla diagnostica specialistica: piano al 2030 tra crescita, investimenti e M&A

20 Maggio 2026 17:19

Diasorin apre una nuova fase del proprio sviluppo, con un piano industriale che guarda oltre i mercati storici di Stati Uniti ed Europa e rafforza il focus sulla diagnostica specialistica. La strategia del gruppo passa da prodotti ad alto valore clinico, partnership mirate e una presenza più ampia nei mercati internazionali, mentre gli investitori valutano la capacità della società di sostenere crescita e redditività fino al 2030.

Il piano al 2030 e le stime Barclays

Diasorin conferma la guidance 2026 e traccia una traiettoria di crescita fino al 2030, con ricavi attesi in aumento a un tasso annuo composto compreso tra il 6% e l’8% e un margine EBITDA rettificato tra il 34% e il 35%. Al punto medio, gli obiettivi indicano ricavi di gruppo per 1,626 miliardi di euro e un EBITDA rettificato di 561 milioni. Il piano si colloca leggermente sopra il consensus Bloomberg su fatturato ed EBITDA, pur con un margine appena inferiore alle attese. Il confronto con Barclays è invece più sfumato: la banca stima ricavi più elevati, ma una redditività più contenuta rispetto a quella indicata dalla società.

Barclays conferma su Diasorin il rating Underweight, con una view settoriale Neutral e un target price di 60 euro, rispetto ai 70,48 euro della chiusura del 18 maggio 2026. La valutazione implica un potenziale ribasso del 14,9%. La banca riconosce che la nuova guidance di medio termine del gruppo è leggermente superiore al consensus Bloomberg su ricavi ed EBITDA rettificato al 2030, sostenuta da obiettivi 2026 confermati e più ottimistici rispetto a quelli di alcuni concorrenti. Il punto critico, però, riguarda la scarsa visibilità sui singoli business: DiaSorin ha fornito indicazioni qualitative sulle divisioni, senza comunicare target di ricavi o di installazioni per LIAISON NES, piattaforma considerata centrale per la crescita nella seconda metà del 2026. Secondo Barclays, dopo la recente sovraperformance del titolo rispetto al mercato, l’assenza di dettagli più puntuali sul lancio di NES e sui contributi divisionali potrebbe pesare sull’andamento delle azioni, anche a fronte di una guidance di medio termine sostanzialmente in linea con le attese.

Focus sulla diagnostica specialistica e 500 milioni di investimenti

Il Piano Industriale 2026-2030 conferma la strategia del gruppo sulla diagnostica specialistica, sull’ampliamento dell’offerta in nuove aree cliniche ad alto valore e sullo sviluppo di piattaforme tecnologiche avanzate. “Il Piano 2026-2030 riflette la nostra ambizione di rafforzare il posizionamento di Diasorin come leader nella diagnostica specialistica, facendo leva sulle differenti linee di business del Gruppo, attraverso l’introduzione di nuovi test e piattaforme tecnologiche all’avanguardia”, ha dichiarato l’amministratore delegato Carlo Rosa.

Nel quinquennio, la società prevede investimenti complessivi per circa 500 milioni di euro, di cui 300 milioni destinati alla ricerca e sviluppo entro il 2030. Tra le direttrici principali rientra il lancio di venti nuovi prodotti nell’area delle malattie autoimmuni. Rosa ha inoltre indicato lo sviluppo di una nuova linea dedicata alla salute femminile, che si affiancherà all’offerta diagnostica per le patologie respiratorie sulla piattaforma LIAISON NES, recentemente approvata negli Stati Uniti. I primi prodotti sono attesi tra il 2028 e il 2029.

Sul fronte dei costi, il gruppo ha precisato che le previsioni per il 2026, con margine EBITDA rettificato atteso tra il 32% e il 33%, non includono eventuali pressioni inflattive straordinarie legate al protrarsi delle tensioni in Medio Oriente. “Ad oggi non abbiamo visibilità di cosa possa succedere”, ha spiegato il CFO Alberto Donati durante l’Investor Day. Secondo le stime interne citate dal manager, l’eventuale incremento dei costi potrebbe attestarsi tra 8 e 10 milioni di euro all’anno, sulla base delle informazioni attualmente disponibili.

Free cash flow, dividendi e M&A: le priorità di DiaSorin

A fronte dell’obiettivo di generare un free cash flow cumulato di circa 1 miliardo di euro entro il 2030, DiaSorin conferma l’intenzione di mantenere una politica dei dividendi in linea con il passato e di continuare a guardare a possibili operazioni di crescita esterna. Lo ha spiegato il presidente del Consiglio di Amministrazione, Michele Denegri, nel corso dell’Investor Day del gruppo, precisando che la società è pronta a intervenire con tempestività qualora si presentino opportunità di M&A coerenti con la propria strategia.

La priorità, ha chiarito Denegri, non è una crescita dimensionale fine a sé stessa, ma la selezione di acquisizioni o accordi capaci di rafforzare il posizionamento di DiaSorin nel core business della diagnostica specialistica. Sul fronte delle partnership allo studio, l’amministratore delegato Carlo Rosa ha indicato due aree di interesse: ipertensione e malattie gastrointestinali. In questi ambiti, il gruppo sta valutando possibili collaborazioni con due o tre società farmaceutiche.