Notizie Notizie Italia I soci Commerz dicono no a Unicredit in assemblea. Orlopp tenta di alzare la posta

I soci Commerz dicono no a Unicredit in assemblea. Orlopp tenta di alzare la posta

20 Maggio 2026 16:29

Netto no ad Unicredit all’assemblea di Commerzbank a Wiesbaden. Alla presenza di 1.030 soci e del 41,8% del capitale, l’assemblea della banca tedesca ha dato il via libera al dividendo da 1,1 euro e l’autorizzazione per nuovi riacquisti. Tuttavia il focus è stata l’Ops di Unicredit, fortemente osteggiata. I dipendenti della banca hanno accolto i partecipanti con striscioni con la scritta “Unicredit vattene”, mentre all’interno il personale indossava magliette con la scritta “Il giallo è nostro”. Applausi ripetuti hanno interrotto i discorsi del presidente del consiglio di sorveglianza Jens Weidmann e dell’amministratore delegato Bettina Orloop che ha duramente criticato il piano lasciando però la porta aperta a eventuali rialzi dell’offerta (il concambio offerto è di 0,485 azioni).

L’ops di Unicredit, che al suo annuncio conteneva un premio per i soci Commerz, oggi valorizza il gruppo circa 37 miliardi di euro, meno dei 40 miliardi di capitalizzazione a Francoforte

Le ragioni del no

Durante l’assemblea sia il presidente Jens Weidmann sia l’ad Bettina Orlopp hanno ribadito le motivazioni con cui il management, qualche giorno fa, ha bocciato l’Ops: premio inadeguato e piano ad alto rischio di esecuzione che non tiene conto del potenziale di crescita della banca. “La nostra raccomandazione è chiara: non accettate l’offerta di Unicredit”, ha detto Weidmann, rivolgendosi ai soci in avvio dell’assemblea del gruppo tedesco. Ribadendo le valutazioni già condivise nella nota con cui cda e consiglio di sorveglianza hanno respinto l’offerta del gruppo italiano, Weidmann ha spiegato ai soci che, come azionisti di Unicredit, si troverebbero in una posizione economica “nettamente peggiore rispetto a quella che avrebbero in base alla partecipazione diretta in una Commerzbank indipendente”. Weidmann ha quindi aggiunto che gli azionisti che decidono di aderire all’ops di Unicredit si espongono a “rischi considerevoli”, tra cui “l’elevata esposizione ai titoli di Stato italiani, una quota nettamente più elevata di asset in sofferenza e un’attività in Russia ancora significativa”.

Impatto sui ricavi

Secondo l’ad “l’impatto negativo dei piani di Unicredit sui ricavi di Commerzbank supererebbe nettamente il miliardo di euro”. E anche in caso di integrazione “le perdite di redditività sono state notevolmente sottovalutate, il potenziale di riduzione dei costi è stato stimato in modo troppo ottimistico e gli oneri di ristrutturazione sarebbero in realtà molto più elevati”, ha spiegato la ceo Bettina Orlopp.

L’alternativa

L’attuale strategia di Commerzbank “funziona e garantirà un potenziale di creazione di valore considerevole e più sostenibile con un rischio di attuazione inferiore rispetto” all’ops di Unicredit, ha sottolineato Weidmann, ringraziando i soci per la grande partecipazione all’assemblea e spiegato che all’assise sono presenti tutti i componenti del cda e del consiglio di sorveglianza. Weidmann ha elogiato la leadership dell’ad, Bettina Orlopp, alla quale l’assemblea ha riservato applausi.

La posizione di Unicredit

Unicredit, che non ha presenziato all’assemblea, è arrivata ormai oltre il 42% di Commerz tra azioni e derivati. Tra le possibili controparti si fa il nome di Jefferies, che negli ultimi giorni ha creato una partecipazione indiretta superiore all’11% di Commerz.

Unicredit possiede una quota del 26,77% di Commerzbank tramite azioni dirette, secondo l’ultima comunicazione ufficiale. Ha inoltre acquistato derivati che le darebbero diritto a un ulteriore 3,22% delle azioni se convertiti, e un altro pacchetto di derivati le conferisce tecnicamente il controllo di un ulteriore 10,7% delle azioni, anche se la natura di regolamento in contanti di questi strumenti significa che non possono essere convertiti in una partecipazione effettiva a meno che il contratto non venga modificato.

Andrea Orcel ha avanzato diverse proposte a Commerzbank da quando è diventato amministratore delegato nel 2021. Circa un anno dopo il suo insediamento, aveva già fatto un primo tentativo, avviando colloqui con Manfred Knof, secondo quanto riportato da Bloomberg.

Orcel ha ripreso i tentativi nel 2024, nel contesto delle aspettative che il governo tedesco potesse ridurre la propria partecipazione, secondo persone informate sulla vicenda. In quel periodo, Orcel ha tenuto una serie di incontri con Knof che, secondo la visione di Unicredit, lasciavano intendere un atteggiamento favorevole.

La posta in gioco

L’acquisizione sarebbe una delle più grandi mai avvenute nel settore bancario europeo e darebbe a Unicredit una presenza dominante nella più grande economia della regione, oltre a una quota di controllo in una grande banca della vicina Polonia, un’altra importante economia che è tra quelle a più rapida crescita in Europa.