Mps, Lovaglio apre a Generali e punta sul risiko. Gli analisti plaudono ai conti sopra il consensus
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Giudizi positivi per Mps all’indomani dei conti trimestrali che hanno inaugurato il nuovo corso Lovaglio, tornato alla guida del Monte dei Paschi con numeri sopra le attese e una importante apertura alle Generali. Secondo Barclays, i risultati consolidati di Mps-Mediobanca sono superiori al consensus soprattutto grazie ai costi e all’attività di trading, con lievi sorprese positive anche sui ricavi core. “Un andamento sembra supportato dai risultati standalone di Mps, mentre Mediobanca continua a mostrare segnali di debolezza, in particolare nel wealth management”.
Gli analisti, in particolare Bofa, hanno apprezzato anche la conferma di un utile ante imposte superiore ai 3,5 miliardi nel 2026 e di una cedola “in linea” con quello di quest’anno, con la decisione sull’acconto che verrà presa con la semestrale.
Piazza Affari ha aperto in rialzo con l’indice Ftse Mib che segna +0,83% e Mps in rialzo di mezzo punto.
L’analisi dei conti
In sintesi, i risultati consolidati Mps-Mediobanca evidenziano un lieve superamento delle attese sulle principali linee di ricavo: il margine di interesse (NII) è superiore dell’1% rispetto al consensus, mentre le commissioni superano le stime del 2%. I costi risultano inferiori del 4% rispetto alle attese e le rettifiche su crediti (LLPs) migliori del 4%.
“I risultati sono più vicini alle nostre stime per quanto riguarda il NII, mentre mostrano un piccolo scostamento negativo sulle LLPs. Nel complesso, il risultato operativo pre-accantonamenti (PPP) supera dell’8% sia il consensus sia le nostre stime per il primo trimestre, mentre l’utile netto è superiore del 9% rispetto alle nostre previsioni e del 21% rispetto al consensus, grazie soprattutto a minori costi di integrazione e a una quota inferiore di interessi di minoranza. Il coefficiente CET1 resta solido al 15,9%, in linea con le attese.”, scrive Barclays.
Focus Mediobanca
I risultati standalone di Mediobanca continuano tuttavia a mostrare debolezza, soprattutto nel wealth management. Nel dettaglio, l’utile netto del primo trimestre ha raggiunto 521 milioni di euro, rispetto ai 479 milioni delle nostre stime e ai 429 milioni del consensus. “La differenza rispetto alle nostre previsioni deriva da ricavi superiori del 2% e costi inferiori del 4%, con un PPP superiore dell’8% e LLPs superiori del 2%. Gli accantonamenti complessivi risultano inferiori del 3%, determinando un risultato operativo netto superiore del 9%. Va inoltre sottolineato che gli oneri di integrazione sono stati limitati: circa 23 milioni di euro contro i circa 30 milioni previsti nelle nostre stime”.
Gli attivi
Secondo Bofa, l’andamento della qualità degli attivi rimane solido e in miglioramento. Le perdite su crediti nel primo trimestre si sono attestate a 154 milioni , un risultato migliore rispetto alle previsioni. Il rapporto NPE lordo è diminuito rispetto al trimestre precedente, attestandosi al 2,5%, mentre la copertura totale dei crediti deteriorati (NPE) è aumentata rispetto al trimestre precedente, raggiungendo il 50,6% (49,3% nel quarto trimestre). “Questo miglioramento è dovuto al completamento, da parte di Monte Paschi, di cessioni di crediti deteriorati per circa 600 milioni di euro nel 2025. Il coefficiente di copertura (CoR) del primo trimestre 2026 è stato di 43 punti base, contro i 44 punti base previsti”, spiega Bofa.
La strategia Lovaglio
Dopo la battaglia assembleare “l’incertezza è alle spalle” e “il focus è ora sull’esecuzione strategica” con l’integrazione con Mediobanca che rimane centrale”, ha detto Lovaglio agli analisti. Mps dispone ora di “una governance pienamente consolidata, priorità allineate e una forte orientamento al raggiungimento degli obiettivi” grazie a un cda che “garantisce continuità della leadership”.
Intanto le nozze con Mediobanca proseguono “secondo i piani e danno i primi risultati in termini di sinergie, di cui il 30% verrà conseguito quest’anno e l’intero ammontare entro il 2028. Cib e private banking verranno scorporate in una nuova Mediobanca Spa che gestirà anche la quota in Generali mentre la rete di Mediobanca Premier sarà fusa in Widiba, che acquisirà un nuovo nome con il brand di Piazzetta Cuccia.
Le tappe
I cda delibereranno sullo scorporo a maggio-giugno mentre tra luglio e settembre si terranno le assemblee per la fusione, effettiva nel quarto trimestre 2026.
Il risiko
“Ci saranno altre fasi di consolidamento ed è bello trovarsi nella nostra posizione”, con tanto capitale in eccesso e una forte redditività. Sul mercato si guarda soprattutto a Banco Bpm, ma Lovaglio si è limitato a dire che “Anima è un partner strategico” con cui proseguire una partnership che “non è in competizione” con i prodotti di Mediobanca sgr.
La partita Generali
Nella partita sulle Generali, su cui sta muovendo anche Unicredit, Lovaglio ha detto che la quota nel Leone è qualcosa di “bello da avere” per il suo contributo al bilancio e “le opportunità” industriali che schiude e di non avere “neppure pensato” a uno scenario in cui “sarebbe plausibile o logico vendere”. Sarebbe anzi “bello pensare anche a una forma di collaborazione operativa”: una diponibilità che riecheggia quella manifestata verso Siena dal ceo del Leone, Philippe Donnet, e lascia presagire l’apertura di un tavolo in vista della scadenza dell’accordo di bancassurance tra Axa e Mps nel 2027.