Notizie Notizie Mondo Bce: anche Lagarde pronta a sfoderare toni da falco? Occhi su fiammata Brent, implicazioni per inflazione e tassi

Bce: anche Lagarde pronta a sfoderare toni da falco? Occhi su fiammata Brent, implicazioni per inflazione e tassi

30 Aprile 2026 10:08

Nuove nuvole scure si addensano sulla Banca centrale europea (Bce). La riunione di oggi del consiglio direttivo dell’istituto con sede a Francoforte si apre, infatti, con la nuova fiammata del Brent. Ieri le quotazioni del greggio (riferimento europeo) sono tornate ad accendersi, superando i 122 dollari al barile (il livello più alto dall’inizio della guerra con l’Iran). “Il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, insieme al presunto rifiuto da parte del presidente Trump della proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz, sta facendo perdere al mercato la speranza di una rapida ripresa dei flussi petroliferi”, segnalano da ING.

Una performance che il board della Bce, che dovrebbe mantenere i tassi fermi nel terzo meeting del 2026, non potrà ignorare in ottica inflattiva.
Come di consueto, il comunicato ufficiale dell’istituto di Francoforte verrà pubblicato alle 14:15, mentre dalle 14:45 in poi spazio alla conferenza stampa di Christine Lagarde.

Preview Bce: tassi fermi, attenzione a prezzi energia e inflazione

Anche la Banca centrale europea non dovrebbe mettere mano al costo del denaro nel meeting di oggi. Un’opzione condivisa sui mercati.

“Ci aspettiamo che la Bce mantenga i tassi invariati al 2% nella riunione odierna”, indica anche Josefina Rodriguez, economista di Vanguard. “Sebbene i prezzi elevati dell’energia siano destinati a spingere al rialzo l’inflazione complessiva nel breve termine, l’indebolimento dello slancio della crescita e la significativa incertezza sulla persistenza delle pressioni sui prezzi sconsigliano una risposta immediata di politica monetaria – spiega . In questo contesto, è probabile che il Consiglio direttivo sottolinei cautela e flessibilità, mantenendo un approccio fortemente dipendente dai dati, in attesa di evidenze più chiare sugli effetti di secondo impatto. Pur continuando ad aspettarci tassi invariati fino al 2026, la posizione della Bce è sempre più in bilico”.

È aumentato il rischio di ulteriori rialzi legati soprattutto all’andamento dell’inflazione. “Un eventuale ciclo di rialzi, tuttavia, sarebbe probabilmente limitato, con la politica monetaria destinata nel tempo a tornare verso la neutralità, man mano che la crescita rallenta e l’inflazione si normalizza”, sostiene John Taylor, Head European Fixed Income di AllianceBernstein, con alcune considerazioni sul fronte macro.

John Taylor sottolinea come l’escalation del conflitto in Iran abbia modificato il quadro macroeconomico dell’Eurozona. “Prima della guerra, la crescita era inferiore al trend e l’inflazione leggermente sotto il target, sostenendo l’ipotesi di un moderato allentamento della politica monetaria. L’aumento dei prezzi dell’energia ha cambiato questa dinamica, spingendo l’inflazione al rialzo e pesando al tempo stesso sulla crescita, attraverso la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e l’aumento dei costi di produzione, in particolare nei settori ad alta intensità energetica”.
Con una nota positiva, condivisa anche da altri economisti: nonostante i parallelismi con il 2022, il punto di partenza è oggi più favorevole. “Nel 2022, l’inflazione era già intorno al 6%, lo shock energetico colpì un’economia già surriscaldata e i tassi di riferimento erano vicini allo zero – ricorda l’esperto -. Oggi, invece, come ha osservato Christine Lagarde, ci troviamo in un contesto “tre volte due”: inflazione vicina al target del 2%, tassi a un livello neutrale del 2% e aspettative di inflazione, per ora, ancora ancorate”.

Reazioni mercati: tempesta perfetta per i bond?

“La combinazione dell’esito del FOMC della Fed e del rialzo del prezzo del petrolio ha inferto un duro colpo ai bond governativi USA, con ripercussioni globali”, rimarcano gli strategist di Mps Capital Services, sottolineando che con il meeting Bce in programma oggi e una Fed hawkish, e nonostante un’inflazione tedesca che suggerisce una sorpresa positiva sui numeri dell’area, la parte breve della curva EUR è colpita pesantemente. “In questo contesto di mercato, il meeting della Bce assume una rilevanza particolare; un rialzo al prossimo meeting (11/6) è pienamente prezzato e il focus sarà sul se queste attese verranno validate o meno e, nel primo caso, se il rialzo sarà il preludio ad una serie”, concludono.

….verso un’accelerazione dell’euro?

Oggi è il Bce day e il mercato guarda verso più fronti, comprese naturalmente le reazioni lato euro. In vista del meeting, ING ha pubblicato due preview, tra cui una sul mercato forex. “Quest’ultima delinea quattro scenari, dal più dovish (in contrasto con le aspettative di inasprimento) al più hawkish (un rialzo a sorpresa) – ricorda Francesco Pesole nella nota di questa mattina -. Nel nostro scenario base, ci aspettiamo un orientamento moderatamente restrittivo da parte della Bce, a indicare una forte incertezza e una posizione senza un impegno particolare sul percorso dei tassi, pur lasciando implicitamente aperta la porta a un rialzo quest’estate”.

“Il recente aumento dei prezzi del petrolio ha aumentato le probabilità di un tono più hawkish da parte della Bce oggi, ma le aspettative sui tassi si sono modificate di conseguenza – precisa Pesole -. Le quotazioni di mercato per la fine dell’anno sono ora le più restrittive dall’inizio della guerra. Questo alza l’asticella per outcome positivo per l’euro“.