Notizie banche Lovaglio sulle barricate: “Tornerò ad di Mps”. Oggi atteso il parere di Glass Lewis

Lovaglio sulle barricate: “Tornerò ad di Mps”. Oggi atteso il parere di Glass Lewis

2 Aprile 2026 09:37

In attesa (probabilmente oggi) del parere del proxy advisor Glass Lewis sulle liste e sulle nomine al vertice di Mps, Luigi Lovaglio si dice “fiducioso” di tornare l’amministratore delegato della banca senese ponendosi come garante di un piano che promette, attraverso l’integrazione con Mediobanca, 16 miliardi ai soci in 5 anni.

Lovaglio, che ha contribuito al risanamento della banca non vuole mollare la presa nonostante l’esclusione dalla lista dei principali soci azionisti che sarebbero in parte legate all’inchiesta su Mediobanca.
Secondo Iss, proprio “la natura personale delle indagini avrebbe spinto il cda a considerare prioritario mitigare i rischi di governance e reputazionali in vista di un eventuale nuovo mandato, in linea con le migliori pratiche per le banche quotate”.

Il titolo ha aperto in calo a Piazza Affari perdendo oltre 2 punti percentuali.

Le sue ragioni

Credo fortemente che la continuità e l’esecuzione siano cruciali in questa fase”, dice il banchiere lucano a Bloomberg Tv nella sua prima uscita dopo l’esclusione dalla lista del cda e la ricandidatura in quella di Plt Holding. Lovaglio è convinto che il mercato lo premierà “per quello che ha ricevuto negli ultimi quattro anni” in cui è stato alla guida del Monte, durante i quali ha rilanciato la banca, portandola a scalare Mediobanca e quadruplicando il valore delle azioni.

“Il mercato conosce il mio track record, quando mi dedico a un piano lo eseguo”, rivendica Lovaglio, che si dice “consapevole di ciò che serve fare” per realizzare i 700 milioni di sinergie promesse agli investitori. Il piano, che offre “un’alta remunerazione” e “prepara la banca a una seconda fase di consolidamento”, “non sarà cambiato”, assicura, mentre la freddezza riservatagli dalla Borsa dipende da alcune “situazioni che hanno impattato” le azioni, tra cui la “mancata pubblicazione del rapporto di concambio” con Piazzetta Cuccia.

Mps, ricorda Lovaglio, “ha confermato il mio fit & proper” due volte e “considerando la fase dell’inchiesta”, le cui indagini sono ancora in corso, “non penso che sia un problema essere ceo”.

La partita su Generali

Quanto alla quota in Generali, Lovaglio ha detto che si tratta di un “nice to have”, che offre diversificazione e opportunità nella bancassurance, ma il “focus strategico” di Mps sarà sull’attività bancaria.

“Guardiamo a Generali come a un elemento importante per il nostro business plan ma la nostra strategia è più orientata al corporate & investment banking, al private banking e alla banca commerciale”.

La contromossa di Plt

In parallelo, Plt Holding (che sostiene Lovaglio) ha criticato le raccomandazioni del proxy advisor Iss, che ha suggerito di votare la lista del cda chiedendo però di bocciare il presidente Nicola Maione e quello del comitato nomine, Domenico Lombardi, e sollevando dubbi sulla “piena adeguatezza” del candidato ceo, Fabrizio Palermo, non per i suoi “riconosciuti meriti manageriali” ma per il fatto che, nonostante l’esperienza in Cdp, non abbia mai guidato una banca, aspetto quest’ultimo all’attenzione anche della Bce. Le indicazioni di Iss porterebbero a “un periodo di estesa incertezza proprio quando la banca meno se lo può permettere”, scrive ai soci il presidente Gianluigi Tortora, evidenziando come dall’assemblea rischierebbe di uscire un cda senza presidente, con una composizione in balia della votazione individuale e con un ceo di nomina “incerta”. Viceversa, in caso di vittoria della lista con Lovaglio, la banca avrebbe “una leadership operativa fin dal primo giorno”.

Le attese per oggi

Entro oggi dovrebbe però arrivare il giudizio dell’altro grande proxy, Glass Lewis. Oggi è infatti la ‘record date’, il giorno in cui serve possedere le azioni per votare.