Titolo Bff Bank crolla in Borsa. Bankitalia nomina due commissari
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Ancora una seduta da dimenticare, ancora un lunedì nero per Bff Bank che affonda a Piazza Affari. A innescare la nuova spirale ribassista di questo 2026 è la notizia che la Banca d’Italia ha nominato due commissari nell’istituto finanziario. Poco dopo le 11, il titolo indietreggia di quasi il 50% a quota 1,60 euro (minimo intraday 1,227 euro).
Provvedimento Bankitalia: i dettagli
Nel fine settimana la società ha annunciato che Bankitalia ha nominato Raffaele Lener e Francesco Fioretto quali commissari in temporaneo affiancamento al consiglio di amministrazione, per “coadiuvarlo nel rapido processo di risanamento del quadro operativo contabile e nella gestione delle azioni rimediali nel comparto creditizio afferente al business del factoring e del sistema di controlli interni, già avviate dalla banca”. Il board e il collegio sindacale continuano, tuttavia, a mantenere i pieni poteri e le proprie facoltà decisionali invariate.
Nel contesto dell’ispezione generale, tuttora in corso, la Banca d’Italia ha individuato criticità relative al comparto del factoring and lending e alla classificazione ai fini prudenziali dei crediti. “Tali criticità – spiega una nota – potrebbero generare past due addizionali fino a 800 milioni legati all’inclusione degli interessi di mora”, e “fino a 500 milioni per una possibile interpretazione più restrittiva dei meccanismi di calcolo degli arretrati. Tali impatti non sono necessariamente cumulabili”.
“Nonostante nello scenario citato, la banca – si legge ancora nella comunicato – continua a rispettare i requisiti patrimoniali di Cet1. È in corso una valutazione complessiva degli impatti e delle criticità riscontrate in relazione ai requisiti patrimoniali e agli accantonamenti”.
“Questi impatti non sono necessariamente cumulativi e si riferiscono a crediti del settore pubblico, caratterizzati da una perdita in caso d’insolvenza trascurabile”, commentano gli analisti di Banca Akros aggiungendo che “l’esposizione scaduta individuata è infatti correlata a crediti verso il settore pubblico, con una perdita trascurabile in caso di default trascurabile. Anche nello scenario sopra descritto, la banca continua a rispettare il requisito regolamentare Cet1”.
In attesa della determinazione finale delle irregolarità contabili e della presentazione della bozza di bilancio annuale 2025 (rinviata entro il 30 aprile 2026), Banca Akros ha rivisto il rating da neutral a sospeso.
Il caso Bff Bank
Il caso Bff Bank è scoppiato lo scorso febbraio, quando la società ha lanciato un profit warning e il titolo è andato letteralmente a picco a Piazza Affari. E’ il 2 febbraio, quando la banca ha annunciato “azioni di de-risking del proprio portafoglio di factoring e la revisione dei target 2026 in previsione del nuovo Piano Strategico e della potenziale cartolarizzazione“. In particolare, la società prevede accantonamenti straordinari per circa 95 milioni di euro per il 2025, con una revisione delle stime 2026 e la presentazione del nuovo piano strategico prevista nella seconda metà del 2026.
A stretto giro è arrivata anche una seconda nota nella quale si annunciava il cambio ai vertici. Il consiglio di amministrazione di Bff Bank ha nominato Giuseppe Sica direttore generale, attribuendogli tutte le deleghe prima d’ora esercitate da Massimiliano Belingheri.
Tornando alla nota odierna, Bff Bank ha ricordato che, come già comunicato nel corso del mese di febbraio 2026, “nel 2025 è stata rilevata, anche con il supporto dell’advisor esterno EY e sempre limitatamente al business del factoring in Italia, una errata registrazione di incassi relativi al periodo dal 2019 a giugno 2023 per circa 54 milioni di euro. In particolare, le somme incassate dai debitori relative a fatture di capitale sono state erroneamente registrate per chiudere accessori del credito; conseguentemente si sono registrati maggiori ricavi e maggiori imposte. La quantificazione di tale errore ha comportato un effetto negativo sul patrimonio netto di apertura del 2025 pari a 15,1 milioni”.
Le verifiche in corso, precisa ancora la nota, hanno evidenziato come tali anomalie possano inserirsi in un contesto più ampio di analisi e di riconciliazione di modalità di contabilizzazione. Inoltre, la banca ha fatto sapere di avere intrapreso una analisi su una parte dei pagamenti su accessori ricevuti tra il 2015 ed il 2025 e pari a circa 452 milioni.