Notizie Notizie Italia Eni lancia il piano al 2030 e promette un dividendo extra “di guerra”. Balzo del titolo

Eni lancia il piano al 2030 e promette un dividendo extra “di guerra”. Balzo del titolo

19 Marzo 2026 14:15

Eni presenta il piano al 2030 annunciando, per scenari di prezzo del greggio particolarmente elevati (cioè superiori a 90 $ al barile; oppure per incrementi del 50% del prezzo del gas o del margine di raffinazione), di distribuire il 100% del cash flow addizionale in forma di dividendo straordinario. Il potenziamento della remunerazione degli azionisti è al centro del piano che ha tagliato gli investimenti a quota 6 miliardi per anno, grazie ad ulteriori azioni di efficienza e focalizzazione, oltre che al deconsolidamento di alcune attività.

All’uscita del piano il titolo ha fatto un balzo all’insù in una Piazza Affari negativa viaggia a +1,7% sopra 23 euro.

In merito all’impatto della guerra Descalzi ha chiarito che al momento si tratta di un impatto minimo del 2-3% sulla produzione e che la compagnia non ha cargo nell’area

La crescita

Grazie all’efficienza e all’efficacia degli investimenti di Eni e alla qualità del portafoglio dei nuovi progetti, si prevede che la società crescerà in modo altamente competitivo.

Eni stima che il CFFO per azione crescerà a un tasso medio annuo (CAGR) del 14% fino al 2030, trainato dalla crescita di tutti i business e supportato da iniziative di miglioramento delle performance e da misure di efficienza.

Partendo da un livello di 11,5 miliardi nel 2026, con uno scenario di 70 $ per barile, Eni prevede un CFFO complessivo nell’arco del Piano di circa 71 miliardi generando oltre 40 miliardi di Free Cash Flow (FCF) nel periodo 2026-2030 o oltre 45 miliardi includendo il contributo delle operazioni di portafoglio.

Il dividendo

Grazie alla solidità patrimoniale, ai nuovi business satellitari, ai flussi di cassa operativi deconsolidati e ai minori investimenti, Eni aumenterà il range di distribuzione target al 35-45% del CFFO (rispetto al precedente 35-40%). Di conseguenza, insieme alla proposta di dividendo per il 2026 pari a 1,10 (in crescita di circa il 5%), Eni annuncia l’intenzione di procedere al riacquisto di azioni proprie per 1,5 miliardi nell’ambito del programma 2026, “plafond che potrà salire fino a 4 miliardi”

In presenza di un prezzo del Brent fino a 90 dollari al barile, la società destinerà il 60% dei flussi di cassa incrementali rispetto al piano a un ulteriore riacquisto di azioni proprie. Inoltre, Eni introduce un nuovo elemento di upside: nel caso in cui il prezzo medio del Brent per l’anno superi quota 90, o se i prezzi del gas o i margini di raffinazione superino del 50% lo scenario di budget di Eni, la società destinerà l’intero flusso di cassa incrementale a un dividendo straordinario, da corrispondere agli azionisti nell’ultimo trimestre dell’anno. La valutazione dello scenario annuale previsto e l’eventuale distribuzione di dividendi straordinari saranno effettuate nel terzo trimestre, con un unico pagamento programmato per il quarto trimestre” ha spiegato il cfo Francesco Gattei.

Oil & Gas

Eni si conferma leader mondiale nel settore dell’esplorazione. Dal 2014 Eni ha scoperto oltre 11 miliardi di barili di olio equivalente (boe), di cui 900 milioni di boe nel 2025. Nel 2026 Eni sarà attiva nell’esplorazione nell’Africa occidentale (bacino dell’Orange e Transform Margin), nel Nord Africa (bacino del Berkine e bacino di Sirte), nel Mediterraneo orientale, in Norvegia e nel Sud-Est asiatico e continuerà a generare nuove ulteriori opportunità nel corso dell’anno. L’attuale portafoglio Eni di progetti in sviluppo e in fase di pre-sviluppo è il migliore e più diversificato nella storia della società. Si prevede che la produzione reported cresca del 3-4% annuo fino al 2030, sostenuta da un portafoglio di progetti rilevanti già esistenti.

Enilive

L’obiettivo di Enilive di 5 milioni di tonnellate di capacità produttiva di biocarburanti entro il 2030 e l’opzionalità per la produzione di SAF (Sustainable Aviation Fuel) di oltre 2 milioni di tonnellate sono confermati. Alla fine del 2025, Enilive aveva una capacità produttiva di 1,65 milioni di tonnellate e circa 2 milioni di tonnellate (quota propria) in fase di realizzazione grazie a 5 diversi progetti. Eni prevede che Enilive genererà un Ebitda di 1,1 miliardi nel 2026.

Il deconsolidamento di Plenitude

Eni ha annunciato di aver avviato insieme agli attuali soci Ares ed Energy Infrastructure Partners un riassetto della compagine azionaria di Plenitude per definire una nuova governance, con un controllo congiunto fra Eni e Ares e col conseguente deconsolidamento della società dal perimetro di bilancio di Eni. L’operazione è basata su un aumento di capitale non proporzionale tra i soci da 1,5 miliardi, di cui almeno 1 miliardo di euro è previsto sia sottoscritto da Ares, sulla base di un Equity Value al 100% di Plenitude pre-money pari a 10,75 miliardi. Ad esito dell’aumento di capitale, Eni deterrà una quota del capitale sociale vicina al 65%, ed è previsto che manterrà su Plenitude presidi di direzione e di coordinamento (ex art. 2497 del Codice Civile) compatibili con il nuovo accordo di controllo congiunto con Ares. L’aumento di capitale sarà funzionale a rafforzare la struttura patrimoniale di Plenitude e supporterà il raggiungimento dei target di crescita organica e inorganica, inclusi la capacità installata a 15 GW e 15 milioni di clienti retail al 2030, perseguendo al contempo un rating investment grade