Notizie ETF Vanguard, il mercato degli ETF in Europa a febbraio 2026: nuovo record sospinto dagli azionari

Vanguard, il mercato degli ETF in Europa a febbraio 2026: nuovo record sospinto dagli azionari

Pubblicato 11 Marzo 2026 Aggiornato 12 Marzo 2026 08:29

A gennaio la raccolta degli ETF domiciliati in Europa è stata record, è bastato un mese per metterne a segno uno nuovo. Lo rivela la sintesi mensile di Vanguard, a cura di David Hsu, Head of Index Equity and ETF Product Specialism di Vanguard Europe.

Il ritmo impetuoso di raccolta registrato dagli ETF domiciliati in Europa a gennaio (55,9 miliardi di dollari) si è dimostrato non essere un caso isolato. Già a febbraio, infatti, nonostante il mese più corto, gli investitori hanno riversato in questi prodotti flussi per ben 56,3 miliardi di dollari, con saldi positivi in tutte le principali classi di attivo che seguiamo. Per comprenderne la portata, basti pensare che lo scorso anno si è dovuto aspettare maggio per raggiungere un saldo complessivo a livello dei 112,2 miliardi di dollari totalizzati già nei primi due mesi di quest’anno.

I risultati vigorosi del mese in esame sono stati messi a segno in un contesto di dinamiche di mercato positive con guadagni per gran parte degli indici azionari e obbligazionari. È in questa cornice che gli ETF azionari hanno attratto afflussi record pari a 45,9 miliardi di dollari, trainati principalmente dalle esposizioni core con una raccolta di 18,8 miliardi di dollari, nonché flussi robusti, pari a 10,6 miliardi, anche per la categoria smart beta. A livello geografico, nel comparto azionario, gli investitori si sono indirizzati soprattutto verso le esposizioni globali, seguite da quelle ai mercati emergenti e sviluppati.

Per gli ETF obbligazionari la raccolta a febbraio è stata pari a 9,8 miliardi di dollari e gli investitori hanno manifestato una chiara preferenza per la categoria dei governativi oltre a premiare maggiormente le esposizioni all’obbligazionario societario seguite da quelle ultra-brevi. A livello geografico, le esposizioni più favorite nel comparto obbligazionario sono state soprattutto quelle all’Area Euro, seguite da mercati globali ed emergenti. Anche gli ETF che investono in materie prime, i multi-asset e gli alternativi hanno registrato raccolta positiva a febbraio.

ETF AZIONARI

Gli azionari core si confermano ancora una volta leader nella raccolta con afflussi pari a 18,8 miliardi di dollari a febbraio. Anche gli smart beta hanno messo a segno un saldo robusto pari a 10,6 miliardi di dollari, mentre la categoria ‘accesso al mercato’ e i settoriali hanno attratto afflussi rispettivamente pari a 5,3 miliardi e 3,7 miliardi di dollari. Nel mese in esame non si sono registrati deflussi nelle categorie azionarie che seguiamo.

Le esposizioni globali sono state di nuovo le più premiate nel comparto azionario, con una raccolta a febbraio pari a 8,5 miliardi di dollari, seguite a breve distanza da quelle ai mercati emergenti con un saldo positivo pari a 7,4 miliardi di dollari. Anche le esposizioni ai mercati sviluppati, nonché a quelli europei e americani hanno registrato validi flussi nel mese in esame. A febbraio si sono registrati deflussi relativamente modesti, di cui quelli di maggior rilievo hanno riguardato le esposizioni all’azionario cinese il cui saldo negativo è pari a -456 milioni di dollari.

ETF OBBLIGAZIONARI

Gli obbligazionari governativi hanno chiuso il mese con un saldo positivo di 5,6 miliardi di dollari, posizionandosi di nuovo in testa nella raccolta per il secondo mese consecutivo. Seguono gli obbligazionari societari con afflussi pari a 1,4 miliardi di dollari e gli ultra-brevi con una raccolta netta di 754 milioni di dollari. Nel mese in esame non si sono registrati deflussi significativi nelle categorie obbligazionarie che seguiamo.

Febbraio si è chiuso con le esposizioni all’Area Euro in testa nella raccolta con un saldo di 6,4 miliardi di dollari, mentre le esposizioni globali e ai mercati emergenti hanno attratto afflussi pari rispettivamente a 2,1 miliardi e 1,5 miliardi di dollari. Sul versante opposto, le esposizioni all’obbligazionario americano hanno registrato deflussi pari a -1,2 miliardi di dollari.