Notizie Notizie Italia Mps-Mediobanca, via libera alla fusione: fissato il concambio. La reazione dei due titoli

Mps-Mediobanca, via libera alla fusione: fissato il concambio. La reazione dei due titoli

11 Marzo 2026 09:39

Dopo le forti tensioni che hanno portato all’estromissione dell’ad Luigi Lovaglio dalla lista per il rinnovo del cda, da Siena arriva l’attesa fumata bianca per la fusione con Mediobanca.

Fissato il concambio

Ieri sera il cda di Rocca Salimbeni ha approvato un concambio di 2,45 azioni di Mps per avere un’azione di Piazzetta Cuccia, con un premio del 3% sul prezzo di Borsa alla chiusura di ieri. In pratica l’atto finale dell’Opas lanciata da Siena a gennaio 2025 e che porterà all’uscita di Piazzetta Cuccia da Borsa Italiana e alla creazione di un gruppo bancario più integrato tra credito tradizionale, investment banking e gestione patrimoniale.

Monte dei Paschi già detiene oltre  l’86% del capitale della merchant bank milanese. Post-fusione l’assetto azionario sarà il seguente: Delfin al 16,1% del capitale, dal Gruppo Caltagirone al 9,4%, Blackrock al 4,6%, il Mef al 4,5%, Banco Bpm al 3,4% e il 62% di flottante.

Se il calendario verrà rispettato, la fusione dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno, dando vita a una nuova struttura azionaria in cui il capitale sarà ampiamente diffuso sul mercato. Secondo le indicazioni diffuse dalle due banche, il nuovo gruppo vedrà come principali soci Delfin con il 16,1%, la holding della famiglia Francesco Gaetano Caltagirone con il 9,4%, BlackRock con il 4,6%, il Ministero dell’Economia e delle Finanze con il 4,5% e Banco BPM con il 3,4%, mentre circa il 62% resterà flottante sul mercato.

Adesso il prossimo passaggio sarà l’approvazione finale della fusione da parte di un‘assemblea degli azionisti straordinaria che sarà convocata dopo quella ordinaria del 15 aprile (entro la fine di quest’anno). L’assemblea ordinaria sarà invece chiamata a delineare i nuovi vertici con Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi candidati a ricoprire il ruolo di nuovo amministratore delegato.

Oggi reazione positiva in Bors all’annuncio del concambio con Mps che sale del 2,2% e Mediobanca del 3,8%.

Il terzo polo

L’operazione Mps-Mediobanca rappresenta uno dei pilastri del piano strategico costruito da Lovaglio. L’integrazione non sarà soltanto finanziaria ma soprattutto industriale. Il progetto prevede infatti una riorganizzazione delle principali attività dei due istituti. Le divisioni di corporate & investment banking e di private banking dedicate alla clientela più patrimonializzata verranno concentrate in una nuova società controllata al 100% da Mps che manterrà il nome Mediobanca Spa.

All’interno di questa nuova scatola confluirà anche la partecipazione del 13,2% detenuta in Assicurazioni Generali, uno degli asset più strategici storicamente legati alla banca d’affari milanese. La governance della nuova Mediobanca è già delineata: presidente sarà Vittorio Grilli, mentre il ruolo di amministratore delegato sarà affidato a Alessandro Melzi d’Eril. L’obiettivo è preservare il posizionamento di Mediobanca nelle attività di advisory, investment banking e gestione dei grandi patrimoni.

Parallelamente verrà avviato il processo di integrazione delle reti di consulenti finanziari e delle piattaforme di wealth management. In particolare, le attività di Mediobanca Premier e della rete Widiba verranno accorpate in una nuova realtà che assumerà una denominazione sociale comprendente anche il marchio Mediobanca.

Nel riassetto complessivo rientrerà anche il credito al consumo. L’attività oggi svolta da Compass verrà integrata con il credito retail tradizionale erogato dalla rete di sportelli Monte dei Paschi, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del gruppo in un segmento ad alta redditività.

Il fronte Bpm-Crédit Agricole, francesi incoronano Castagna

Parallelamente continua a muoversi anche un altro dossier del riassetto bancario italiano, quello che riguarda Banco Bpm e Crédit Agricole. Il gruppo francese, già primo azionista dell’istituto milanese, negli ultimi mesi ha rafforzato progressivamente la propria presenza nel capitale e si apprestano a presentare una loro lista di minoranza in vista del rinnovo del cda.

La Banque Verte non intende comunque fare stravolgimenti, a partire dalla guida di Piazza Meda che resterà saldamente a Giuseppe Castagna. E’ stato chiaro in tal senso l’amministratore delegato di Crédit Agricole Italia, Hugues Brasseur, che ieri ha sottolineato come Bpm abbia fatto “un ottimo lavoro sullo sviluppo”. Gli attuali vertici di Bpm non sono quindi in discussione. La lista che Parigi depositerà sarà quindi di appoggio all’attuale management.