Notizie Notizie Italia Enel senza freni: market cap oltre i 100 mld. Titolo premiato da nuovo piano dell’era Cattaneo

Enel senza freni: market cap oltre i 100 mld. Titolo premiato da nuovo piano dell’era Cattaneo

26 Febbraio 2026 14:51

Capitalizzazione record a Piazza Affari per Enel che ieri ha varcato per la prima volta la soglia dei 100 miliardi di euro. Il big italiano dell’energia è al secondo posto della classifica delle società maggiormente capitalizzate del Ftse Mib alle spalle di UniCredit (prima con una market cap di 111,3 miliardi di euro), prima di Intesa Sanpaolo che è in terza posizione.

Oggi l’azione del gruppo guidato da Flavio Cattaneo sale di oltre l’1% e viaggia sopra quota 10 euro. Dalla presentazione del nuovo piano industriale, presentato lo scorso 23 febbraio, Enel si è messa in evidenza in Borsa, registrando un rialzo di circa l’11% da inizio ottava (con un guadagno di oltre il 6% nella seduta in cui è stato illustrato il piano).

Il secondo business plan dell’era Cattaneo che è stato promosso anche dagli analisti che hanno rivisto al rialzo l’asticella della valutazione.

UniCredit in vetta, Enel insegue tallonata da Intesa Sanpaolo: il podio di Piazza Affari per market cap

Secondo i dati Bloomberg, ad oggi (26 febbraio 2026) la società italiana che registra la capitalizzazione di mercato più alta è UniCredit, con una market cap di 111,3 miliardi di euro. Al secondo posto il titolo Enel che da inizio anno vanta un rialzo di oltre il 13%, con una capitalizzazione di 102,6 miliardi. Completa il podio Intesa Sanpaolo, che ha una market cap di oltre 100 miliardi (101,5  miliardi per l’esatteza.

In quarta e quinta posizione si piazzano rispettivamente Eni e Ferrari con 56,1 miliardi e 55,9 miliardi di market cap.

Piano Enel promosso dagli analisti

A dare un’ulteriore spinta all’azione Enel è stata la recente presentazione del piano industriale 2026-2028 che prevede gli investimenti totali lordi a circa 53 miliardi di euro, in aumento di 10 miliardi circa rispetto al piano precedente. In particolare, oltre 26 miliardi saranno destinati al business integrato, di cui 20 miliardi di euro circa nelle rinnovabili con un aumento di 8 miliardi di euro circa rispetto al Piano precedente per aggiungere 15 GW circa di nuova capacità rinnovabile, greenfield e brownfield , oltre  26 miliardi di euro nelle reti, di cui circa il 55% in Italia e la restante parte distribuita tra Iberia e America Latina.

Un piano promosso anche dagli analisti che hanno rivisto al rialzo il target price. E’ il caso di Barclays che in una nota che porta la data del 24 febbraio, quindi all’indomani della presentazione del business plan, ha sottolineato che “il CMD di Enel alza ulteriormente l’asticella” e ha alzato il prezzo obiettivo da 10 a 11 euro e confermato la raccomandazione a overweight. “Enel ha raggiunto obiettivi ben al di sopra del consenso e ha aggiunto visibilità al 2030 – si legge nel report della banca d’affari inglese -. La valutazione rimane interessante rispetto ai competitor, con un potenziale di rialzo da energie rinnovabili, reti, soluzioni di intelligenza artificiale e domanda di data center”.

Anche Banca Akros ed Equita hanno rivisto al rialzo la valutazione di Enel. I primi hanno portato il target price del colosso energetico italiano a 10,7 euro da 9,7 euro (rating buy), e i secondi a 11 euro “prevalentemente – spiega la sim milanese – per la maggiore crescita attesa nella capacità RES nei prossimi anni”. Nel complesso, gli esperti di Equita hanno indicato: “post presentazione confermiamo la view positiva sulla strategia Enel nel periodo 2026-2028. I target sono superiori alle attese e mostrano il beneficio del Re- Leverage di gruppo (da 2,5 volte a 3 volte D/Ebitda) prevalentemente grazie a maggiori investimenti nei business Integrati”.

Capitolo DL energia

Nel presentare il nuovo piano industriale, Enel ha dedicato  spazio anche a un tema di stretta attualità come il Decreto Energia, chiarendo che gli impatti delle nuove misure sono già stati  incorporati nelle stime del gruppo. In particolare, la società La società ha precisato che è stato già conteggiato e peserà per 300-400 milioni sull’utile e per 1,8 miliardi sul debito netto.

Proprio sul Decreto Energia si focalizza la recente analisi del Global Equity Team di Algebris Investments, che si interroga sulla possibilità di un cambiamento strutturale dei prezzi dell’energia in Italia. Il provvedimento, recentemente approvato, introduce infatti un’addizionale temporanea del 2% a carico delle società energetiche per il biennio 2026-2027 e, soprattutto, apre alla prospettiva di una riforma strutturale del mercato elettrico all’ingrosso. Tra le ipotesi allo studio vi sarebbero la rimozione dei costi della CO₂ (ETS) dalle bollette e l’introduzione di meccanismi di compensazione per gli impianti a gas, subordinati all’approvazione dell’Unione Europea. Si tratterebbe di interventi potenzialmente in grado di modificare in modo significativo il meccanismo di formazione del prezzo marginale dell’energia

Non a caso, nelle ultime sedute i prezzi dell’energia elettrica italiana con consegna a un anno hanno registrato una brusca flessione, segnale che il mercato sta già riprezzando il rischio regolatorio e la possibilità di un parziale disaccoppiamento dei costi della CO₂ dal prezzo finale dell’energia.

“Se da un lato le misure puntano a un alleggerimento significativo dei costi per i consumatori, dall’altro potrebbero ridurre in modo strutturale i prezzi di mercato e comprimere i margini delle utility e dei produttori da fonti rinnovabili – sottolineano da Algebris -.  Il tema riguarda sia operatori regolati (ad es. Terna, Snam), sia utility integrate (ad es. Enel, A2A, Edison) e operatori delle rinnovabili (ad es. ERG), aumentando la sensibilità degli utili alle decisioni di policy e aggiungendo complessità regolatoria all’intero comparto elettrico italiano”.