Notizie Dati Macroeconomici Pil eurozona sopra attese: crescono Italia, Germania, Spagna e Francia

Pil eurozona sopra attese: crescono Italia, Germania, Spagna e Francia

30 Gennaio 2026 11:27

Le maggiori economie dell’eurozona hanno registrato una crescita nell’ultima frazione del 2025, mostrandosi resilienti rispetto alle turbolenze commerciali scatenate da Donald Trump. Il dato complessivo della zona euro evidenzia un aumento dello 0,3% su base trimestrale, superiore alle attese. Espansione modesta per Francia, Germania e Italia, corre ancora la Spagna.

Pil eurozona +0,3% nel 4Q 2025

Nel quarto trimestre 2025 l’economia dell’area euro ha registrato un +0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, mantenendo il ritmo del periodo precedente e superando le aspettative (+0,2% il consensus di Bloomberg).

Il blocco della moneta unica sta reggendo bene l’impatto dei dazi statunitensi e si appresta a registrare una crescita di oltre l’1% nel 2026, spinta dalla ripresa della Germania, anche se le ultime minacce di Trump sulla Groenlandia destano timori e il rafforzamento dell’euro potrebbe penalizzare gli esportatori.

Nel frattempo, un sondaggio della Bce tra i consumatori dell’area dell’euro ha mostrato che le aspettative di inflazione per i prossimi 12 mesi sono rimaste stabili al 2,8% e quelle per i tre anni sono salite al 2,6%.

Attesa crescita nel 2026, ma il commercio resta un freno

Per ING “l’economia dell’eurozona sembra destinata a registrare una crescita accelerata nei prossimi trimestri” e “l’industria sembra aver avviato una certa ripresa produttiva alla fine dello scorso anno, che dovrebbe rafforzarsi ulteriormente con l’aumento degli investimenti nella difesa e della spesa infrastrutturale tedesca quest’anno.”

Ciononostante, “il contesto globale rimane incerto e l’eurozona ha perso competitività. Questo rende il commercio un probabile fattore di freno alla crescita quest’anno”.

Tuttavia, “la spinta interna dovrebbe essere sufficiente per prevedere una modesta accelerazione della crescita per l’eurozona, risultato notevole in questo contesto di notevole turbolenza”.

Germania fuori dalla recessione ma la ripresa è da confermare

Il prodotto interno lordo della Germania è aumentato dello 0,3% nel quarto trimestre, registrando un incremento per la prima volta dall’inizio del 2025 e superando la stima dello 0,2%. L’economia tedesca esce dunque dalla stagnazione, trainata da consumi pubblici e privati, lasciandosi alle spalle la recessione tecnica estiva. Il governo tedesco prevede una crescita dell’1% quest’anno. Tuttavia, i segnali di ripresa necessitano di conferme.

Come sottolineato dagli analisti di ING, “l’economia tedesca ha attualmente le stesse dimensioni del 2019, con un tasso di crescita potenziale non superiore allo 0,5%. La carenza di investimenti e la mancanza di riforme negli anni 2010, così come l’ascesa della Cina da destinazione di esportazione a rivale di sistema, hanno spinto l’economia in stagnazione, mettendo sotto pressione il modello di business orientato all’export. Sebbene sia in atto un miglioramento ciclico, trainato dagli stimoli fiscali, sono necessarie riforme strutturali e maggiori investimenti per migliorare la crescita potenziale.” Inoltre, “un euro più forte, l’impatto ritardato dei dazi statunitensi e possibili dazi aggiuntivi potrebbero comunque pesare sulla ripresa”.

Pil Italia in aumento dello 0,3% nel 4Q e dello 0,7% nel 2025

L’Italia registra una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, superiore allo 0,2% atteso, e dello 0,8% in termini tendenziali. Nel 2025 il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,7%, mentre la variazione acquisita per il 2026 è pari allo 0,3%.

Per Nicola Nobile, Chief Italy Economist presso Oxford Economics, il dato odierno “non cambia la considerazione di un’economia che cresce in linea con il suo limitato tasso di crescita potenziale. Prevediamo che la crescita del Pil rimarrà al di sotto dell’1% anche nel 2026 e nel 2027”, anche se “riteniamo che i rischi al ribasso siano oggi più contenuti rispetto al passato, anche grazie a una maggiore stabilità politica e al consolidamento fiscale”.

Francia resiliente, Spagna mantiene slancio positivo

L’economia della Francia ha mantenuto una traiettoria di crescita (+0,2%), grazie a un aumento dei consumi e degli investimenti, malgrado le turbolenze politiche e le minacce di politiche di austerity per contenere l’enorme deficit di bilancio. Il dato è in linea con le attese degli analisti, seppur inferiore al +0,5% riportato nel trimestre precedente.

La Spagna si è confermata ancora una volta la migliore tra le principali nazioni europee, con un’espansione dello 0,8%, trainata da consistenti afflussi migratori che hanno ampliato la forza lavoro e dal boom del turismo.

“Sebbene questo aumenti leggermente le nostre previsioni di crescita annuale per il 2026, i fattori sottostanti indicano una continuazione delle tendenze attuali piuttosto che un nuovo impulso alla crescita”, spiegano da ING, precisando che “il passaggio a una crescita strutturale più sostenibile richiederà un netto miglioramento della produttività.”

Fra gli altri Paesi, il Pil è aumentato dello 0,5% nei Paesi Bassi, dello 0,2% in Austria e dell’1,7% in Lituania.