Tether tutta d’oro: dalla curva Juve a plusvalenze virtuali monstre grazie alla razzia di lingotti
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Domenica sera seduto in curva all’Allianz Stadium c’era anche Paolo Ardoino e i tifosi bianconeri probabilmente erano ignari di avere a fianco l’uomo che guida un colosso del mondo cripto che adesso sta cavalcando più di tutti l’impennata dell’oro.
Una montagna da 5 miliardi
Tether, azionista della Juventus all’11,5% e ambiva a rilevare il controllo della società bianconera (ricevendo un secco no da Exor), siede infatti su una plusvalenza monstre di circa 5 miliardi di dollari legata all’impressionante quantità di oro accumulata. Stando a quanto calcolato oggi dal Financial Times, la regina delle stablecoin a fine settembre deteneva circa 14,4 miliardi di dollari di riserve in oro, corrispondenti a circa 116 tonnellate. Ai tempi l’oro viaggiava a 3.858 dollari, ora ha superato di slancio i 5.200, con quindi un guadagno non realizzato di oltre 5 miliardi di dollari.
Poiché le riserve di stablecoin in dollari devono essere riscattabili in dollari statunitensi su richiesta dell’investitore, l’aumento dei prezzi dell’oro avvantaggia direttamente Tether. Si tratta però di profitti non realizzati.
Tether ha iniziato ad acquistare oro in modo massiccio nel 2025, aggiungendo più di 70 tonnellate in un anno.
Il nodo regolatorio: cosa consente il “Genius Act”
Questa strategia non è neutrale sul fronte regolatorio. Il “Genius Act”, la legge statunitense sulle stablecoin varata lo scorso anno, limita le riserve di queste criptovalute a contanti e attività equivalenti ai contanti, come i titoli di Stato, escludendo esplicitamente l’oro. L’altro grande player del settore, Circle, emittente di USDC, si è allineato mantenendo in riserva solo asset cash-like. Tether, al contrario, è finita nel mirino delle critiche per aver incluso nelle proprie riserve asset non conformi agli standard Usa, come oro e Bitcoin. Proprio la presenza di una quota elevata di asset considerati rischiosi ha spinto S&P Global a declassare lo scorso anno il rating delle riserve di Tether al livello più basso. In risposta alle pressioni normative e reputazionali, la società guidata da Ardoino ha lanciato USAT, una stablecoin “compliant” con la normativa statunitense, basata unicamente su riserve ammesse.
Tether Gold
L’oro non entra nel perimetro di Tether solo come componente delle riserve in dollari. Il gruppo emette e gestisce anche Tether Gold (XAUT), una stablecoin agganciata direttamente al metallo giallo: il suo valore è mantenuto acquistando e detenendo oro fisico in misura equivalente alla capitalizzazione di mercato del token. Secondo quanto riportato sul sito della società, sono circa 16 le tonnellate di oro a garanzia di Tether Gold. A differenza dell’oro inserito tra le riserve delle stablecoin in dollari, queste 16 tonnellate sono teoricamente riscattabili in metallo fisico su richiesta degli investitori, il che rende di fatto neutrale per Tether l’eventuale apprezzamento sul lungo periodo.
La capitalizzazione di Tether Gold è passata da circa 600 milioni di dollari a inizio 2024 a 2,3 miliardi di dollari, quadruplicando in poco più di un anno.
Banca centrale dell’oro
Secondo Bloomberg, l’azienda ora detiene oltre 140 tonnellate dell’asset per un valore di quasi 24 miliardi di dollari. Ardoino ritiene che l’asset fisico avrà un ruolo chiave nel futuro sistema finanziario e vuole fare di Tether una “banca centrale dell’oro” in un mondo in cui la fiducia nelle valute fiat continua a indebolirsi.
Tether compra più oro di una banca centrale
Dall’ultimo aggiornamento del World Gold Coincil, al 30 settembre scorso, emerge che Tether è tra i 30 maggiori detentori di oro al mondo. Davanti ha solo banche centrali e nel terzo trimestre dell’anno è stato il maggiore acquirente di oro al mondo.
Tether sta infatti continuando ad accumulare a ritmo record il metallo giallo: nel solo quarto trimestre ha comprato altre 27 tonnellate di oro per il proprio fondo, un ritmo in linea con le 26 tonnellate stimate nel trimestre precedente.
«Stiamo operando su una scala che oggi colloca il Tether Gold Investment Fund accanto ai detentori di oro sovrano, e questo comporta una reale responsabilità», ha sottolineato Ardoino. Dall’inizio dell’anno l’oro ha già guadagnato circa il 18%, che si aggiunge al balzo del 64% messo a segno nel 2025 grazie all’appetito di investitori, banche centrali e retailer, alimentato da tensioni geopolitiche e fragilità finanziarie crescenti.