ETF: ancora record in Europa. Sorpresa bond, per l’equity Usa tornano alla ribalta
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Il 2025 potrebbe essere un altro anno record per il mercato europeo degli ETF che continua a crescere a un ritmo sostenuto. Lo dimostra l’andamento record degli afflussi netti totali degli ultimi mesi dell’anno. Con 39,2 miliardi di dollari, l’importo di ottobre è stato secondo solo a quanto investito in ETF EMEA a settembre (pari a 46,8 miliardi). Questa la fotografia scattata nell’ultimo report European ETF Snapshot di novembre a cura di Invesco nel quale vengono intercettati i trend degli ultimi mesi del 2025.
ETF: afflussi ancora forti, guidano le obbligazioni
Secondo i dati del report European ETF Snapshot, l’equity continua a fare la voce grossa ma a sorprendere è stata soprattutto la componente obbligazionaria. “Sebbene le esposizioni azionarie abbiano continuato a rappresentare la quota maggiore, gli ETF obbligazionari hanno verosimilmente rubato la scena con 16,8 miliardi di dollari di afflussi netti. Si tratta di un nuovo massimo per l’asset class”, mette in evidenza Fabrizio Arusa, head of ETF Italy di Invesco.
Nel reddito fisso sono state le obbligazioni societarie europee a registrare la miglior performance, seguite da ETF per la gestione della liquidità. I titoli di Stato europei e statunitensi hanno mostrato “una discreta domanda” nel mese di ottobre.

Azionario: tornano in auge gli USA, bene i tematici
Sul fronte azionario, le esposizioni globali (principalmente quelle che replicano l’MSCI World o l’FTSE All-World) hanno mantenuto un flusso costante durante tutto l’anno, con una media di circa 6 miliardi di dollari al mese. Con gli ETF sulle azioni statunitensi che sono tornati protagonisti dopo tre mesi di deflussi netti.
“Stiamo assistendo a una ripresa più recente della domanda di ETF azionari Usa, dopo tre mesi di deflussi netti a inizio anno (da febbraio ad aprile) – spiega Arusa -. Di fatto, i flussi verso le azioni statunitensi hanno superato quelli nelle azioni globali in ciascuno degli ultimi tre mesi”. In particolare, gli ETF che replicano l’S&P 500 hanno dominato i flussi nel mese di ottobre e da inizio anno, nonostante la sovraperformance del Nasdaq 100 più focalizzato sulla tecnologia. Spazio anche agli ETF tematici che conquistano il secondo posto per quanto riguarda i flussi azionari nel mese di ottobre.
Oro: dopo i massimi, prese di profitto
Il 2025 è stato l’anno dei metalli preziosi e in particolare dell’oro che ha messo a segno una “corsa stellare”, con le quotazioni sostenute da vari fattori, tra cui le tensioni geopolitiche, ma anche dagli acquisti sempre massicci da parte delle banche centrali. Tuttavia, la successiva correzione (l’oro è scivolato sotto quota 4mila dollari l’oncia dai massimi storici oltre 4.300 dollari per il prezzo spot) ha portato prese di profitto e deflussi netti dagli ETC legati all’oro fisico.
Movimenti che hanno portato alla ribalta una domanda: “l’oro è ancora d’oro? “Non crediamo che questo segni un’inversione di tendenza per l’oro, poiché i fattori strutturali della domanda rimangono forti e intatti”, suggerisce l’esperto di Invesco evidenziando il fatto che “sebbene il rally abbia subito una battuta d’arresto, i temi che avevano trainato la domanda all’inizio dell’anno rimangono invariati e le prospettive a lungo termine restano positive”.
